“E’ una storia molto attuale, senza nessun luogo comune. Racconta di situazioni che si stanno verificando” Così John Travolta parla di Le Belve, il film che lo vede trai sei protagonisti diretti da Oliver Stone. Questa mattina Travolta, accompagnato dall’altra protagonista, la bellissima Salma Hayek, e da Oliver Stone in persona, ha presenziato alla conferenza stampa del film, in uscita il prossimo 25 ottobre in circa 350 copie.

Parlando dei loro personaggi, sia Salma Hayek che John Travolta si sono detti entusiasti. “Il mio personaggio è molto interessante, molto diverso da quello del libro (da cui è tratto il film, ndr). E’ stato davvero bello interpretarlo”. La Hayek invece ha detto con la schiettezza che la caratterizza: “Se Oliver Stone mi avesse chiesto di interpretare un albero l’avrei fatto. E’ stato un grande piacere lavorare con lui. Ad un certo punto ho pensato che dovesse per forza essere un regista orribile sul set, perché non poteva essere così perfetto! Invece è stato fantastico, una grande esperienza!”.

-Stone, lei lavora quasi sempre su storie originali. Com’è stato trarre un film da un libro?

O.S.: “E’ stato molto interessante, mi è piaciuto. Sono state cambiate tante cose però. Il libro di Don Winslow era molto lungo e dettagliato. Noi di comune accordo abbiamo cambiato qualche cosa, soprattutto il personaggio di John, e non sempre Don e io eravamo d’accordo. Ma alla fine l’ultima parola l’ho avuta io, e Don è rimasto contento, tanto che pubblicizza il film sui canali tv americani”.

-Nel film si dice che i giovani non pensano al futuro ma solo al presente. Quando succederà?

O.S.: “Gli americani fanno i conti con questa guerra, quella della droga, da tantissimo tempo. Si punta sempre il dito contro chi consuma o contro i narcotrafficanti. In realtà la cosa è molto più complessa, perché ad esempio il personaggio di Salma è una donna, vedova e madre, che si trova a prendere il posto del marito e assume la guerra su di sé solo per cercare di salvare le vite dei suoi cari.”

-Chi sono le vere belve?

O.S.: “Il film dimostra che i selvaggi sono proprio tutti. Sia i ragazzi sia gli uomini del cartello. Alla fine tutti commettono cose che solo una bestia farebbe. Non c’è una netta distinzione tra chi si salva e chi no.”

J.T.: “Il cinema hollywoodiano è diventato molto oscuro, con questo film si raccontano fatti terribili, ma con una luce e uno stile luminosissimi. Oliver ha usato benissimo i colori.”

S.H.: “Ci troviamo a vivere in tempi difficili. Se quando si fa qualcosa non ci si comporta come membro di una comunità pensando che le nostre azioni ricadono sugli altri, allora non potremmo mai farcela, diventeremo tutti selvaggi. Ci dobbiamo sforzare per la sopravvivenza. Posso solo immaginare come fare a far finire questa guerra della droga, ma non ho soluzioni. Vedendo il film si capisce che la droga è causa di morte, non solo per chi ne fa uso, ma se qualcuno compra la droga si capisce che dietro c’è la morte di qualcun altro che potrebbe essere nostro fratello, o amico. Non si dovrebbe pensare ad un futuro senza questa guerra, ma ad un presente senza la guerra.”

-Travolta, qual è il ruolo che vorrebbe interpretare, dopo una carriera così varia? Com’è stato lavorare con Stone?

J.T.: “Io mi affido all’immaginazione degli scrittori. Mi piace partire da lì e poi costruire il mio personaggio, come ho fatto insieme a Oliver per questo film. Lui assegnava davvero i compiti a casa, voleva che studiassi e facessi del mio meglio per approfondire il personaggio. È stato molto stimolante, e poi lui è simpatico!”.

-Nel film sembrano esserci influenze del genere western. E’ così?

O.S.: “Il film si divide più o meno in tre atti: il primo parla della vita in spiaggia a Laguna Beach, con questi bellissimi ragazzi che vivono un sogno. Il secondo è un noir messicano, mentre il terzo è una specie di western, in cui il genere tradizionale si mescola con la modernità e con la guerra che viene da altri paesi, come le armi utilizzate per la guerra irachena. È un simbolo della brutalizzazione delle persone. Il western è un genere che mi piace molto, e questo è una specie di western perché mette le persone di fronte a scelte morali.”

-Per la Hayek, Elena è una persona cattiva?

S.H.:Si, molto cattiva. Mi sono divertita. Mi hanno chiesto se mi piacciano di più le commedie o i drammi, ma a me piace recitare personaggi ben scritti, mi piace aggiungere spessore alle pagine. Elena è una donna molto sola, ma allo stesso tempo cerca di comportarsi diversamente con tutti: con sua figlia, con i suoi uomini, con la servitù. Per ognuno lei ha un atteggiamento diverso.”

-Stone, ha affrontato tanti generi, qual è il segreto del suo lavoro?

O.S.: “Sono nato in un periodo storico molto interessante per il mio paese, un periodo di cambiamenti e così ne ho parlato per tutta la mia filmografia. Ora sto lavorando ad un documentario di 10 ore che racconta la storia americana. Credo che rappresenterà il culmine della mia carriera.”

-Com’è stato sul set lavorare con Benicio del Toro?

O.S.: “Ho passato momenti molto divertenti con Benicio. E’ un attore tra gli attori, ha messo in difficoltà tutti perché costringeva gli altri a convincerlo di quello che dicevano sul set.”

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