Balkan Bazar

Balkan Bazar, ritorno alla regia del famoso Edmond Budina, è un film che fa ridere, di gusto per tutta la sua durata. Grazie alla messa in scena di situazioni sopra le righe, di atmosfere fuori dal comune, e alla costruzione di personaggi che, seppur stravaganti, appaiono sempre sinceri e reali, il film sviluppa un sarcasmo accattivante che coinvolge lo spettatore dal primo momento in cui  le due protagoniste mettono piede in terra straniera.

Molto del piacere di Balkan Bazar risiede nella bravura degli attori, alcuni non professionisti, che riescono ad evitare di diventare false parodie di se stessi, nonostante la componente fortemente bizzarra che li caratterizza. Guardando il film, si ha davvero l’impressione di trovarsi di fronte ad un quadro, anzi a tanti piccoli quadri che si succedono fino al finale super partes, e che appartengono alla realtà di quella terra, l’Albania che non è molto presente nell’immaginario collettivo.

Balkan Bazar, il film

La storia di Balkan Bazar prende avvio quando due donne, la francese Jolie (Catherine Wilkening) e sua figlia italiana Orsola (Veronica Gentili), sono costrette a recarsi in Albania per recuperare le ossa del padre/nonno, dove sono state spedite per errore. Un giornalista, Genti (Visar Vishka), le guida tra gli stravaganti personaggi dell’entroterra albanese spiegando loro i problemi di una realtà che vede continue ostilità tra Greci e Albanesi.

Il miscuglio e la conflittualità tra le popolazioni dei paesi Balcani è il vero soggetto di Balkan Bazar, un tema che colpisce e del quale il regista riesce con abilità a cogliere l’ironia creano un film seriamente divertente. La storia delle ossa disperse del nonno  e le controversie multinazionali e multiculturali raggiungono il livello desiderato di verità e assurdità, ciò che appare carente è invece la messa in scena. In particolare  sono l’illuminazione, le lenti e gli elementi dell’inquadratura ad essere troppo poco attraenti e curati, anche per un film che vuole parlare attraverso il grottesco delle situazioni più che per la bellezza degli, ai più sconosciuti, paesaggi del sud dell’ Albania.

La storia, basata su fatti reali, e il suo sviluppo di per sé sono intriganti, ma troppo dialogo espositivo e modi d’ agire irregolari, e a volte immotivati, minano i meriti di un film che resta soprattutto una commedia nera molto divertente.