One of These Days: recensione del film di Nadim Tabet #RomaFF12

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One of These Days

La bella e giovanissima attrice Manal Issa, protagonista del film Nocturama presentato durante la scorsa edizione della Festa del Cinema di Roma, torna al festival stavolta grazie a One of These Days. Si tratta del terzo lungometraggio del regista libanese Nadim Tabet, un dramma tutto adolescenziale che ha come protagonisti dei giovani scapestrati senza regole né valori, anime vaganti in questo mondo pazzo pieno di eccessi e tentazioni.

In One of These Days in una Beirut scossa dalla guerra e dai continui attacchi terroristici, un gruppo di ragazzi, incuranti del pericolo, continua a godere dei piaceri della giovinezza. Yasmina, rinchiusa in un centro di riabilitazione per la sua dipendenza dall’eroina, scappa e si rifugia tra le braccia della sua amica del cuore – interpretata da Manal Issa – e del suo ex ragazzo. A contatto di nuovo con le tentazioni del mondo libero, Yasmina ricadrà presto nelle vecchie abitudini di sempre e finirà col trascinare nella sua follia anche le persone a lei care.

One of These Days si svolge nella capitale libanese di Beirut, città fortemente occidentalizzata che, pur trovandosi vicina a Siria e Israele e quindi alla zona di guerra, sembra costituire un microcosmo urbano a sé stante.

One of These Days

Il conflitto tra le milizie siriane e lo Stato Islamico viene avvertito come una minaccia lontana ma intanto nella città continuano le manifestazioni e le rivolte contro il governo. I ragazzi, nati e cresciuti in questo clima di costante incertezza, non sono però disposti a rinunciare alla spensieratezza dell’adolescenza e fanno di tutto per vivere appieno ogni istante.

Più adatto forse alla sezione dei film per ragazzi di Alice nella Città che alla Selezione Ufficiale del festival, il film di Tabet esplora il mondo degli adolescenti purtroppo in maniera assai superficiale, descrivendone i vizi e le virtù crogiolandosi nei soliti clichè narrativi. Quelli di One of These Days sono ragazzi tormentati che amano le droghe e l’alcol, che accettano passaggi da sconosciuti e fanno sesso non protetto un po’ dove capita. Il loro comportamento sconsiderato è il sintomo evidente di un vuoto che non riescono a colmare e dell’indeterminatezza che pervade la loro quotidianità.

One of These Days

Il regista decide di racchiudere tutto questo in una sola giornata; gli eventi di One of These Days infatti coprono l’arco temporale di ventiquattro ore, il tempo sufficiente ai ragazzi per perdersi e poi di nuovo ritrovarsi. Nonostante però le buone intenzioni di Nadim Tabet, il film risulta poco incisivo soprattutto a causa di una sceneggiatura piuttosto piatta, senza colpi di scena né accelerate improvvise. Inoltre, pur trattando alcune tematiche importanti come la dipendenza dalle droghe e l’effetto della guerra sui giovani mediorientali, tutto viene affrontato con grande approssimazione.