Tutti pazzi per Rose recensione

Tutti pazzi per Rose (Populaire), diretto da Régis Roinsard, vede protagonista una bellissima coppia: Romain Duris (L’Appartamento Spagnolo) e Déborah Francois (La Voltapagine), due temperamenti attoriali che si sposano alla perfezione con i loro personaggi. Accanto a loro due, c’è anche Bérénice Bejo, grande interprete di The Artist, qui in un ruolo marginale che non offusca però la sua bellezza e la sua bravura. Il film si basa principalmente sulle dinamiche di coppia, sugli equilibri e le tensioni che si creano inevitabilmente tra il maestro e l’allieva prima e tra gli amanti dopo, seguendo una struttura abbastanza classica con il nodo narrativa che si scioglie nel finale per la gioia degli spettatori e dei protagonisti.

 

La trama di Tutti pazzi per Rose

In Tutti pazzi per Rose in piena primavera, e racconta la storia di Rose Pamphyle (Déborah François), una ventunenne vedova di madre e che vive con il padre. L’uomo dal carattere molto burbero gestisce l’emporio di un piccolo villaggio della Normandia e ha promesso sua figlia in sposa a un ragazzo del posto, il figlio del meccanico. Il futuro della giovane è quindi già segnato da una vita piatta, nella quel si ritroverà a essere una moglie devota e a occuparsi giorno dopo giorno di casa e figli. Questo, però, non è proprio l’ideale di vita che sogna Rose, che cercando di dare una svolta alla sua esistenza, decide di partire per Lisieux per iniziare a lavorare come segreteria di Louis Echard (Romain Duris), a capo di una compagnia assicurativa. Purtroppo il colloqui non va affatto bene, ma a Lisieux non sfugge una particolare abilità di rose: sa scrivere velocemente a macchina. L’uomo le propone quindi di partecipare a una gara di dattilografia e soltanto se la vincerà, otterrà il posto da segretaria. Louis si propone come suo coach e allena la giovane, trascorrendo diverso tempo con lei e condividendo più della semplice passione per questo sport particolare.

tutti pazzi per rose recensione

Negli anni ’50 il massimo della modernità per una ragazza era aspirare a diventare segretaria. Quando poi il desiderio si realizzava, le poche fortunate ad essere delle vere segretarie erano considerate vere ragazze moderne, all’avanguardia. Rose vive in un piccolo paesino ed è impiegata nell’Emporio paterno, ma il suo desidero è quello di viaggiare, visitare città straniere e fare tante esperienze diverse dalla vita di paese. Quale miglior modo per cominciare se non diventare una vera ragazza moderna? Il problema però è che Rose non sa fare nulla, è imbranata e disordinata, anche se riesce ad ottenere il suo primo lavoro presso Louis Echard, assicuratore. In realtà Louis ha visto in lei non la segretaria di cui aveva bisogno, ma una scommessa: Rose infatti è velocissima a scrivere a macchina, pur usando solo due dita. Lui, ex atleta di temperamento agonistico fino all’eccesso, vuole iscriverla ai campionati regionale di dattilografia, e così Rose, allenata da Louis comincia la sua scalata verso il successo per diventare la ragazza più veloce della Bassa Normandia, e poi chissà, forse della Francia intera.

Più che parlare di sogni che si realizzano però, Tutti pazzi per Rose è alla fine una storia d’amore, il racconto leggero e brioso di una coppia che si rincorre e che sembra destinata a stare insieme dal primo momento che si incrocia. Bellissima la fotografia del film, sgargiante e a tono con i bellissimi costumi anni ’50 indossati dalla sottile ed elegante Francois. Commedia senza troppe pretese, Tutti pazzi per Rose è un film gradevole che racconta con intelligenza e brio una storia universale e semplice.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto di Chiara Guida
Articolo precedenteUscite al cinema del 23 maggio 2013
Articolo successivoRush, il trailer: adrenalina in pista con Ron Howard
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.