Jennifer Connelly

 

Inizia a 10 anni con le pubblicità e non scalpita per recitare, ma la mamma porta la piccola Jennifer Connelly a fare dei provini – che non si sa mai – e, tra i tanti, nel 1984 le capita C’era una volta in America. Il ruolo di Deborah Gelly, aspirante attrice e ballerina, richiede un minimo di dimestichezza con la danza, che Jennifer non ha, ma prova comunque a imitare qualche passo e – vuoi per la determinazione, vuoi perché ha il naso uguale a quello di Elizabeth McGovern (la Deborah adulta) – convince Sergio Leone. Non può sperare in un debutto migliore.

Il primo ruolo da protagonista arriva già l’anno dopo nel thriller Phenomena di Dario Argento e, prima di accorgersene, ecco che Jennifer è diventata un’attrice, con Labyrinth a ruota nell’86. Il fantasy ha scarso successo, sì, ma col tempo diventerà un superclassico, anche grazie a David Bowie re dei goblin (e alla sua Magic Dance). Chiusa la parentesi universitaria – prima Yale, poi Stanford – la fanciulla torna a buttarsi a capofitto nel cinema: nel ’90 rischia di fregare il posto alla Pretty Woman/Roberts (il regista pensa sia troppo giovane per Vivian), prima di finire in un flop Disney, Rocketeer, seguito dal letterario D’amore e d’ombra (vedi l’Allende) e da Scomodi omicidi. È il ‘96 quando incontra il fotografo David Dugan durante un’arrampicata: ne nascono una relazione, numerose scalate e un bimbo. Il millennio si chiude con varie pellicole indie e con Dark City, particolarmente apprezzato per la femme fatale di Jennifer. L’inizio del Duemila la consacra definitivamente, con Pollock, Requiem for a Dream e A Beautiful Mind, film che le fa guadagnare l’Oscar da non protagonista e le fa conoscere il collega Paul Bettany, che sposa nel 2003 e da cui avrà due pargoli (il maschio prende il nome dall’amico attore Stellan Skarsgard). Seguono progetti variegati: il fumettistico Hulk, il drammatico La casa di sabbia e nebbia, l’horror Dark Water, l’action impegnato Blood Diamond e il fantascientifico Ultimatum alla terra, finché nel 2009 la Connelly non si concede una commedia, La verità è che non gli piaci abbastanza (botta di vita), e diventa testimonial per Balenciaga e Revlon (perché sprecare i doni di Madre Natura?).

Con 3 figli non avrà molto tempo libero, ma nei rari momenti di relax sembra che ami dedicarsi alla filosofia, alla pittura e alle scienze, senza però trascurare lo yoga e i cavalli. A breve la ritroveremo con Russel Crowe nel biblico Noah di Aronofsky, ma intanto le facciamo gli auguri. HAPPY BIRTHDAY JEN!