Krokodyle

È disponibile da oggi on line su Youtube Krokodyle, il film di Stefano Bessoni del 2011 che ha spopolato nel circuito italiano e internazionale di festival di film di genere.

 

Krokodyle disponibile on line

Per i più sfortunati che non hanno ancora avuto il piacere di vedere questo macabro, ironico, grottesco e affascinante esperimento, ecco il link per la visione.

Scritto e diretto da Stefano Bessoni, Krokodyle è prodotto dalla Interzone Vision, si avvale del lavoro agli effetti speciali di Leonardo Cruciano (David di Donatello per Il Racconto dei Racconti) e vede protagonisti Lorenzo Pedrotti, Jun Ichikawa, Franco Pistoni, Francesco Martino e Orfeo Orlando.

krokodyle-bisDi Krokodyle, l’autore scrive:

Questo progetto nasce dall’esigenza di lavorare in un modo differente da quello che normalmente si è abituati a fare in ambito cinematografico. Da molto tempo, soprattutto  dopo  la  stressante  esperienza  della  realizzazione  del  mio  film “Imago Mortis”, sento la necessità di ricercare una leggerezza calligrafica che è  normalmente  più  congeniale  ad  altre  forme  espressive,  come  ad  esempio  la pittura,  la  fotografia,  o  la  grafica.  Credo  che  molte  volte  le  cose  migliori nascano  nel  corso  di  sperimentazioni  e  ricerche  e  che  il  processo  di pianificazione  industriale,  che  i  costi  altissimi  del  cinema  commerciale impongono,  impedisce  una  fase  creativa  sincera  che  dovrebbe  essere,  a  mio avviso, alla base di un linguaggio espressivo. “Krokodyle” vuole essere una sorta di work in progress che possa essere ampliato ed  arricchito  anche  in  fasi  successive  e  se  necessario  anche  a  distanza  di tempo, per cogliere così le naturali trasformazioni che il tempo può determinare su  idee,  personaggi  e  struttura  narrativa.  Vorrei  inoltre  che  non  rimanga solamente qualcosa di destinato ad una diffusione strettamente cinematografica ma  che  possa  essere  anche  eventualmente  esteso  ad  uno  sbocco  espositivo, editoriale e web. Questo  film  vuole  essere  un  diario  filmato,  un  taccuino  fatto  di  appunti  e riflessioni, di immagini e suoni, di parole e di musica, di sogni e di incubi. Una serie di mie personali  considerazioni sul cinema, sulla fissazione per la cattura  delle  immagini  e  su  cosa  significa  vivere  da  filmaker,  con  la  testa perennemente tra le nuvole, in attesa di una telefonata che mi faccia sperare che  forse,  e  dico  forse,  tra  mesi,  o  anni,  partirà  un  mio  progetto cinematografico.  Il  tutto  chiaramente  infarcito  delle  mie  passioni,  o  meglio delle  mie  ossessioni:  l’anatomia,  la  zoologia,  la  raccolta  di  oggetti  e  le wunderkammer, i freaks e le stranezze, la generazione spontanea e gli omuncoli, la  fotografia,  il  disegno…  Inoltre  vorrei  che  potesse  essere  l’occasione  per poter  esibire  libere  suggestioni  dalle  opere  di  Bruno  Schulz,  Christian Morgenstern,  Lewis  Carroll  e  da  tutti  quegli  autori  che  mi  ispirano  e  mi influenzano fin da quando ero bambino. Non voglio mettermi davanti alla macchina da presa, non ne ho la minima voglia, non  ne  sono  capace  e  non  sarebbe  assolutamente  interessante.  Così  mi  farò sostituire sullo schermo da un attore che vestirà i panni di Kaspar Toporski, un filmaker immaginario che diverrà il mio alter ego, quello che sono e che almeno nella mia fantasia vorrei o avrei voluto essere. Kaspar sarà circondato da una serie  di  altri  personaggi  che  divideranno  con  lui  concetti  ed  ossessioni,  in modo  che  il  tutto  possa  essere  diluito  in  una  struttura  narrativa  e  si  possa cosi allontanare dalla struttura del documentario, o mockumentary che sia. Il film che vorrei realizzare potrà apparire caotico, confuso, pieno di elementi e  di  riferimenti,  ma  è  proprio  questo  il  suo  scopo,  ovvero  realizzare  uno sketch-book cinematografico, un libro con tanti appunti da sviluppare ampiamente in progetti più grandi. Ci sarà chiaramente una linea narrativa, necessaria per conferire al film una sua coerenza di racconto filmico. “Krokodyle” non vuole essere un film spettacolare o iscriversi forzatamente in una corrente di genere, anche se alcuni elementi potrebbero renderlo adatto, semplicemente vuole essere una riflessione sincera espressa in forma cinematografica. Probabilmente, chi mi conosce dirà che in fondo non c’è nulla di inventato, che sono tutte cose di cui parlo sempre e che fanno parte della mia vita di tutti i giorni. Chi invece non mi conosce dirà che è tutto assurdo, forse dirà che sono tutte stupidaggini. Ma che mi importa di cosa dirà chi vedrà questo lavoro, la cosa fondamentale è scrivere, disegnare, filmare e fermare nel tempo quello che fugacemente fa capolino nella mia fantasia.