The Shape of Water

The Shape of Water di Guillermo del Toro ha aperto la strada al genere fantasy nei grandi Festival di Cinema, conquistando il Leone d’Oro all’ultima mostra di Venezia. Il film di del Toro segue un periodo particolare del regista che è riuscito a dare alla luce poco di tutto quel fervido immaginario che possiede, prevalentemente per scendere a patti con le produzioni.

 
 

Anche per The Shape of Water ci sono stati alcuni accorgimenti di produzione che hanno cambiato la forma del film e la sua confezione finale. Lo scenografo Paul Austerberry, parlando con EW, ha dichiarato che il film era in bianco e nero all’inizio, e che la Fox ha offerto più soldi per cambiare il progetto in corso d’opera.

The Shape of Water di Guillermo Del Toro: il fascino discreto della diversità

“Quando il progetto era in bianco e nero, avevamo un budget di 12 milioni. Poi la Fox Searchlight ci ha detto che se lo avessimo fatto a colori ci avrebbe dato 19.6 milioni. E pensare che abbiamo faticato anche a stare nel 19.6 milioni, quindi meglio così.”

Già nel 2014, Guillermo del Toro aveva dichiarato che, dopo Pacific Rim, si sarebbe dedicato a un progetto molto piccolo e molto strano, in bianco e nero… Qualcosa di familiare?

Lo scenografo ha poi continuato: “Ero un po’ nervoso in merito al bianco e nero, perché il colore è un elemento fortissimo con cui puoi giocare in un film. Quando vedono il film, adesso, si commenta moltissimo riguardo al colore, e sono contento che sia andata in questo modo.”

E sicuramente il colore è un elemento fondamentale del film di del Toro.

The Shape of Water recensione del film di Guillermo Del Toro

Il cast di The Shape of Water include Sally Hawkins (Blue JasmineHappy-Go-Lucky), il candidato all’Oscar Michael Shannon (Revolutionary Road99 Homes), il candidato all’Oscar Richard Jenkins (The Visitor, Olive Kitteridge), Doug Jones (Crimson PeakHellboy), il candidato al Golden Globe Michael Stuhlbarg (A Serious ManSteve Jobs) e la vincitrice dell’Oscar Octavia Spencer (The HelpGifted).

“È un dramma ambientato nel 1963, non è un film di fantascienza, non è un film di genere ma io interpreto comunque una creatura. Sono una specie di pesce umano, un enigma, nessuno da dove vengo, sono l’ultimo della mia specie quindi è come se fossi un’anomalia naturale. Sono stato studiato e testato in una struttura governativa degli USA nel 1963, quindi durante la Guerra Fredda con la Russia, la corsa allo spazio, quindi c’è tutto un background da raccontare. Sono stato testato per cercare di misurare che tipo di potenzialità potevo avere contro il nemico, per usarmi come vantaggio militare o per i viaggi nello spazio, o per la tecnologia. Possiamo usarlo a favore degli umani? Quindi provano a tenermi segreto dai Russi.”