Nel corso della trilogia sequel di Star Wars, Kylo Ren è stato presentato come l’erede spirituale di Darth Vader. Tuttavia, una delle sue citazioni più iconiche si rivela oggi profondamente fuorviante, al punto da riscrivere il modo in cui viene interpretato il suo rapporto con il passato dei Sith.
Perché Kylo Ren ha frainteso (o manipolato) l’eredità di Vader
Quando Kylo Ren afferma di voler “finire ciò che Darth Vader ha iniziato”, il personaggio interpretato da Adam Driver sembra convinto di incarnare la prosecuzione naturale del Lato Oscuro. Il problema è che quella frase ignora completamente il vero arco narrativo di Darth Vader.
Anakin Skywalker non “inizia” un progetto di distruzione assoluta: il suo viaggio è una tragedia che culmina nella redenzione. Il sacrificio finale in Il ritorno dello Jedi non è un dettaglio marginale, ma il cuore stesso della saga originale. Kylo Ren, invece, costruisce la propria identità su una versione incompleta — e deliberatamente distorta — di quella storia.
Questa contraddizione rende Kylo uno dei personaggi più complessi dell’era Disney: non un semplice erede, ma un uomo che seleziona ciò che vuole credere del passato per giustificare il proprio presente. La sua frase, diventata simbolo della trilogia sequel, non è quindi una verità tramandata, bensì una bugia narrativa che il personaggio racconta prima di tutto a se stesso.
Alla luce di questa lettura, l’eredità di Vader ne esce rafforzata, non sminuita. Il suo percorso rimane quello di una caduta seguita da una redenzione, mentre Kylo Ren rappresenta il pericolo opposto: quello di chi rifiuta la complessità della storia per aggrapparsi a un mito semplificato. Una scelta che rende la sua parabola tragica, ma anche profondamente coerente con i temi centrali di Star Wars.
