Dietro la lavorazione di Supergirl ci sarebbero state importanti divergenze creative tra James Gunn, Peter Safran e il regista Craig Gillespie. A rivelarlo è un’approfondita inchiesta pubblicata da The Hollywood Reporter, secondo cui la post-produzione del cinecomic sarebbe stata molto più complicata di quanto apparso finora. La testata parla di due diversi montaggi del film, sottoposti entrambi ai test screening, in un tentativo di trovare la versione migliore prima dell’uscita nelle sale.
Secondo le fonti citate da The Hollywood Reporter, “James Gunn e Craig Gillespie avevano differenze creative sulla direzione del film” e “il progetto non è mai riuscito a trovare davvero la sua identità durante la post-produzione“. Il report aggiunge che i punteggi ottenuti nelle proiezioni di prova “non sono mai usciti dalla fascia dei 60”, mentre un’altra fonte sostiene che il risultato migliore sia stato appena “70”. Un insider descrive la situazione con una frase piuttosto eloquente: “‘Non erano creativamente allineati’ è il modo educato per descrivere ciò che è successo.” Altre fonti, però, ridimensionano la vicenda, spiegando che si sarebbe trattato di “una normale e sana frizione tra uno studio e un regista nel tentativo di migliorare il film” e sottolineando che Gunn e Safran continuano ad avere grande rispetto per le capacità cinematografiche di Gillespie.
L’inchiesta entra anche nei dettagli del lavoro svolto dopo la fine delle riprese, conclusesi nel maggio 2025. Dopo un primo test screening giudicato semplicemente “discreto”, DC Studios avrebbe assunto un ruolo molto più attivo nella post-produzione. Lo sceneggiatore Jeremy Slater sarebbe stato coinvolto per scrivere alcune scene girate durante nove giorni di riprese aggiuntive, mentre la sceneggiatrice Ana Nogueira avrebbe continuato a seguire il progetto. Uno dei principali cambiamenti avrebbe riguardato il combattimento finale, completamente rielaborato. Il montaggio di Gillespie, inoltre, conteneva circa undici minuti di materiale aggiuntivo, con maggiore spazio dedicato al villain Krem delle Colline Gialle. Nei test con il pubblico, tuttavia, la versione dello studio avrebbe ottenuto un punteggio leggermente superiore, appena due punti in più, motivo per cui è stata quella distribuita nelle sale. Secondo il report, il montaggio del regista era invece particolarmente apprezzato per “la scelta delle musiche, il ritmo e il trattamento del villain”.
Perché queste indiscrezioni raccontano le difficoltà della nascita del nuovo DC Universe
Se confermate, queste informazioni mostrano quanto sia complesso costruire un universo cinematografico condiviso fin dai suoi primi capitoli. James Gunn ha più volte ribadito di voler affidare i progetti del DC Universe a registi con una forte personalità, ma casi come quello di Supergirl dimostrano quanto possa essere difficile conciliare una visione autoriale con la necessità di mantenere coerenza narrativa all’interno di un franchise.
Allo stesso tempo, il report non mette in discussione il futuro del personaggio. Nonostante il film abbia ottenuto risultati inferiori alle aspettative al botteghino, l’interpretazione di Milly Alcock è stata generalmente apprezzata e Kara Zor-El tornerà nel già annunciato Man of Tomorrow, oltre ad avere un ruolo importante in un ulteriore progetto del DC Universe ancora non svelato. Più che un punto d’arrivo, quindi, Supergirl potrebbe rappresentare un capitolo di assestamento nella costruzione della nuova saga ideata da James Gunn.


