HARD TO BE A GOD

Il Premio alla Carriera 2013 al Festival del Film di Roma è stato assegnato ad Aleksej Jurevič German. E’ la prima volta che nel circuito dei Festival europei viene assegnato postumo un premio del genere.

A ritirare il Premio e a rispondere alle domande della stampa sono arrivati a Roma la vedova e compagna di vita del regista russo Svetlana Karmalita , il figlio e Leone D’oro per la Miglior Regia a Venezia nel 2008 Aleksei German Jr. , l’attore protagonista Leonid Yarmolnik , il direttore della fotografia Yuri Klimenko e i produttori Viktor Izvekov e Rushan Nasibulin.

Ha dato il via nella celebrazione di German il Direttore Artistico del Festival, Marco Muller che ha affermato : “Stavamo discutendo da tanto tempo con questo gigante del cinema riguardo ad  un riconoscimento perché era da tanto che avremmo voluto celebrare il suo talento, e purtroppo non siamo riusciti a farlo in precedenza. Ma siamo orgogliosi di presentare oggi la prima mondiale di Hard To Be A God, perchè come disse in un intervista il regista e critico cinematografico francese Gilles Jacob alla domanda ‘Esiste un film ancora nascosto che potrebbe cambiare la nostra percezione del cinema?’ lui rispose proprio ‘ Hard to be a God di German’.”

Svetlana Karmalita racconta poi della lunga lavorazione del film : “I tempi erano diversi, noi ci siamo conosciuti durante l’invasione russa della Cecoslovacchia e c’era tanta censura sui suoi progetti, quindi non era libero di poter fare tutto quel che voleva.  Nel 1998 Aleksej pensava che “Chrustalev, la macchina!” sarebbe stato il suo ultimo film, invece appena finito decise di riprendere in mano l’idea di fare un film tratto dal romanzo dei Fratelli Strugackij.”Yuri Klimenko  continua “Nel Febbraio del ’99 rimettemmo mano al progetto, nel Marzo del 200 iniziammo le riprese e le finimmo solo dell’Agosto 2006. Dal 2006 in poi abbiamo lavorato sul montaggio e sul suono, e Aleksej già stava male e stava subendo diverse operazioni. Noi ci abbiamo messo l’anima in questo film, inteso in senso lato, lui invece ci ha messo il cuore anche in senso fisico.”

“Questo è stato un lavoro molto lungo, ma devo dire che è stato un lavoro felice. Per tutta la vita mi ricorderò di questo progetto, perchè dopo poco ho iniziato ad appassionarmi ad esso per tutti gli aspetti del processo. German ci ha regalato l’eternità : un film per tutti i tempi. Ogni generazione non capisce che è impossibile rifare una civiltà, è senza senso provarci. Ma proprio per questo è un tema eterno.” commenta Leonid Yarmolnik, protagonista di Hard To Be a God, un film il cui processo creativo è durato oltre i 14 anni , “Sono estremamente fiero di aver lavorato a questo film, e di aver fatto parte di questo gruppo di persone che ha lavorato con un coraggio enorme. Dimostrano che un cinema privo di compromessi può esistere.”

Alksej German Jr. da nuovo regista promettente della scena russa parla del suo legame con il film : “Non ho mai assistito alle riprese, ma ho visto soprattutto la fatica e gli sforzi che mio padre metteva in questo lavoro. Lui era totalmente immerso nell’arte. e conclude, “Hard To Be a God è una sfida al cinema, nella forma in cui esiste adesso.”

 

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