Devo essere un pendolo: estremamente violento, estremamente umoristico”. Parola di Takeshi Kitano, che ritorna allo yakuza-movie con ‘Outrage’, in lizza per la Palma d’Oro di Cannes 63 e da lui stesso scritto, montato e interpretato.

 

 

“Proprio con il pendolo descriverei il mio lavoro, dove posso fare sia scene d’amore che di odio: la mia piu’ grande paura e’ che questo pendolo si possa rompere, e iniziare a girare a vuoto”, confessa sulla Croisette, dopo che i suoi tre ultimi lavori – ‘Takeshis”, ‘Glory to the filmaker’ e ‘Achille e la tartaruga’ – erano passati alla Mostra del cinema di Venezia.

Cosi’, dieci anni dopo ‘Brother’, il regista nipponico torna ai suoi amati-odiati yakuza, indagati tra sangue e risate, slapstick e furore: “Non credo siano passati di moda, perche’ in quel caso – ride – avrei sentito dire che esistono ancora… I loro metodi possono essere cambiati, certo, infatti sono molto attivi sui mercati finanziari: ma non ne so molto, in realta’, posso solo parlarne in termini generici”. Poi pero’, mostra di aver studiato: “C’e’ una rigida gerarchia tra vecchi e nuovi membri: una volta, per farne parte dovevi tagliarti un dito, ma oggi non e’ piu’ cosi'”.

FonteYahoo