13 assassini

Di Takashi Mike,

Giappone, 2010

con

Kôji Yakusho, Yusuke Iseya, Tsuyoshi Ihara

Trama:

Nel Giappone del XIX secolo Naritsugu, figlio illegittimo dello Shogun, tiranneggia la popolazione delle sue terre perpetrando massacri e uccidendo innocenti: dinanzi al brutale comportamento dell’uomo, l’unica soluzione possibile per i consiglieri è la morte di Naritsugu, impresa affidata al grande maestro Samurai Shinzaemon Shimada: con l’aiuto di 13 combattenti, Shinzaemon affronterà una battaglia suicida contro centinaia di Samurai rimasti fedeli al loro signore con il coraggio e il valore di millenaria eredità.

Recensione:

Massacro totale: un grido di dolore che non ha voce, un messaggio disperato lasciato da una donna senza braccia, né gambe, né lingua, una promessa suggellata con un inchiostro pronto a trasformarsi nel sangue della vendetta; “13 assassini” presentato alla 67ma Mostra del Cinema di Venezia e miracolosamente arrivato nelle nostre sale grazie alla Bim Distribuzione, inizia la sua corsa in modo brutale e devastante con le atroci imprese di Naritsugu, fratellastro dello shogun e per questo apparentemente intoccabile, insoddisfatto dalla quiete della sua prigione dorata e dunque impegnato a infliggere perenne dolore ai suoi sottoposti solo per sport e divertimento.

 Una crudeltà eccessiva anche per un figlio dello Shogun, tale da costringere i consiglieri di quest’ultimo alla più estrema delle soluzioni: l’unica via per evitare la scalata al potere del tiranno è la morte, una fine senza pietà che possa pagare la vendetta per mano del grande maestro Samurai Shinzaemon Shimada e di una squadra di intrepidi guerrieri pronti a sacrificare tutto a un dovere antico.

Impossibile per il gran maestro rifiutarsi, anche se l’ardua scelta mette inevitabilmente a dura prova la stessa l’etica dei Samurai il cui primo dovere rimane proteggere il proprio signore a qualunque costo finché il prezzo da pagare non si rivela troppo alto, chiedendo di scambiare una vita di coraggio e rispetto per la fedeltà a un uomo indegno a dispetto della sua nobile nascita.

Takashi Mike, uno dei più prolifici registi nipponici in circolazione(oltre 50 film in soli vent’anni), ci regala dunque un’opera appassionante e di grande impatto visivo che fa onore alla grande tradizione del Jidai Geki: dopo un lento primo tempo destinato a introdurci ai feroci e gratuiti attacchi di  Naritsugu senza risparmiarsi in sadismo e violenza e all’estenuante addestramento dei 13 assassini, un secondo tempo ben più epico ed travolgente è teatro della battaglia di Oinai, un piccolo villaggio trasformato in una trappola mortale per centinaia di uomini in uno scontro che, nel bene e nel male, scrive il suo nome nella fine di un’epoca d’onore.

Fra spettacolari combattimenti e gesta di uomini talmente coraggiosi da sembrare irreali nel loro estremo e suicida sacrificio, “13 assassini” e un’opera che affascinerà profani e amanti del genere, forte della nostalgia per un’etica lontana smarrita nel tempo e uccisa dalla modernità.

 
Articolo precedentePrima foto ufficiale de Le idi di Marzo
Articolo successivoTu Voti, Citroen Regala Una Macchina Ai Bambini Del Caf
Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .