locandina guardia del corpoAnno: 1992

Regia: Mick Jackson

Cast: Whitney Houstm, Kevin Costner, Bill Cobbs, Tomas Arana

Trama: L’ex agente segreto Frank Farmer si lascia il passato alle spalle e, corroso dai sensi di colpa, decide di accettare un complicato incarico come guardia del corpo per l’attrice e cantante più famosa del momento.

Analisi: Con Guardia del Corpo ci troviamo di fronte ad uno anomalo ibrido; un romance-thriller, due generi difficili da amalgamare senza che l’uno non si imponga sull’altro, ed in questo caso il regista Mick Jackson fa del suo meglio sfornando un patinatissimo, ma godibile romance, con una bella colonna sonora ed un plot thriller tutto da dimenticare. Il soggetto di Guardia del corpo ha avuto una lunga e travagliata gestazione, lo script originale risale al 1976 e avrebbe dovuto vedere nei due ruoli principali l’attore Steve McQueen e la cantante Diana Ross, progetto finito in naftalina poi ripescato nel ’79  sempre la Ross coinvolta, stavolta Ryan O’Neal come co-protagonista, niente di fatto anche in questo caso, così si arriva all’odierna versione, anche se nella fase di pre-produzione era stata interpellata anche la popstar Madonna. Rimasto nell’immaginario di tutti per la splendida colonna sonora eseguita da Whitney Houston, Guardia del corpo è un film che emoziona in superficie grazie ad una trama convenzionale e di poso spessore. Il merito va agli attori, in quanto la stessa Houston ed uno strabiliante Kevin Costner dove la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti, il lavoro fascino ed il loro gioco di sguardi ed una perfetta alchimia, riesce a risollevare le sorti del lungometraggio.

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Prodotto dallo stesso Kevin Costner, il film ha riscosso negli anni Novanta un notevole successo, immortalato dai 16 milioni di dischi venduti della colonna sonora, con I Will Always Love You di Dolly Parton reinterpretata dalla Houston in testa alle classifiche mondiali. Un risultato a dir poco curioso: il romantic-thriller sceneggiato da Lawrence Kasdan soffre di evidenti vuoti narrativi (come ho già puntualizzato) situazioni ostentate e intrecci che fanno a cazzotti con la logica. L’escalation che porta allo smascheramento del colpevole mostra il fianco a enormi interrogativi, inspiegabili conclusioni che di fatto non raccontano la psicologia della professione ma si limitano a sfruttarla per riproporre l’ennesima storia d’amore tra due personalità agli antipodi. La scelta di mettere un giovanissimo Costner al centro dell’attenzione, è una mossa azzardata ma che nonostante tutto, propone l’effetto sperato, ed il merito va anche al fatto di aver puntato sulla Huston. La scelta di Mick Jackson dietro la macchina da presa ha giovato solo ed esclusivamente allo slancio economico della pellicola, perché Guarda del Corpo è stato un astuto soft drama travestito da thriller, patinato e incoerente. Un lungo videoclip musicale che esalta la bellezza, le doti canore e attoriali di un’indimenticabile icona pop, alla quale si deve l’altrimenti inspiegabile successo del film.

 
 
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Nato e cresciuto in un piccolo centro vicino Napoli, Carlo fin da ragazzino, è rimasto sedotto dal mondo del cinema e dalle serie tv.  Lettore accanito di saghe fantasy (la sua preferita è Il Ciclo di Shannara), conosce a memoria le battute del film Marnie del grande Alfred Hitchcock; divoratore onnivoro di serie tv, è cresciuto tra la generazione di Beverly Hills e quella di Dawson's Creek anche se la sua serie tv preferita rimane Buffy. Adora tutto ciò che il regista JJ Abrams partorisce dalla sua mente, e vorrebbe essere il confidente di Steven Spielberg. Con una camera piena di gadget e DVD, Carlo si sente americano per adozione e coltiva il sogno di lavorare in una redazione giornalistica, ma soprattutto di  andar via dal piccolo centro dove vive per poter rincorrere il suo ormai più che ventennale sogno nel cassetto.