La seconda stagione di X-Men ’97 porta gli X-Men in uno dei periodi più importanti della storia Marvel: l’Antico Egitto. Dopo il finale della prima stagione, gli eroi vengono dispersi nel tempo e uno dei gruppi guidati da Charles Xavier, Magneto, Rogue, Bestia e Nightcrawler finisce nel 3000 a.C., proprio negli anni che precedono la nascita della leggenda di En Sabah Nur, il mutante destinato a diventare Apocalisse.
Non si tratta però di una semplice ambientazione esotica. Nei fumetti Marvel l’Antico Egitto rappresenta uno snodo fondamentale in cui convergono viaggi nel tempo, mutanti, tecnologia futuristica e figure iconiche come Rama-Tut, una delle identità di Kang il Conquistatore. La serie animata riprende direttamente questi elementi, adattandoli per raccontare non solo le origini del suo grande antagonista, ma anche il peso che il passato continua ad avere sul futuro dell’intero universo mutante.
Come X-Men ’97 riscrive le origini di Apocalisse attraverso l’incontro tra En Sabah Nur, Magneto e Rama-Tut
I primi episodi della seconda stagione seguono da vicino uno degli archi narrativi più importanti dei fumetti dedicati ad Apocalisse. En Sabah Nur viene mostrato ancora giovane, alla guida dei Sandstormers e impegnato nella guerra contro Rama-Tut, il faraone che governa l’Egitto grazie a una tecnologia proveniente dal futuro. Nei fumetti questo conflitto è il momento in cui il futuro Apocalisse sviluppa definitivamente la filosofia della “sopravvivenza del più forte”, insegnatagli dal suo mentore Baal. La serie, tuttavia, introduce una variazione significativa: Magneto cerca infatti di diventare una figura alternativa nella formazione del giovane Nur, proponendogli una visione più vicina all’ideale di convivenza tra umani e mutanti sostenuto da Xavier. È un cambiamento che rende la storia meno deterministica, suggerendo che il destino di Apocalisse potrebbe dipendere anche dalle influenze ricevute durante la sua giovinezza. Tuttavia, il fraintendimento finale, quando Nur interpreta le azioni degli X-Men come un tentativo di conquistare il potere, dimostra quanto sia difficile modificare eventi destinati a segnare la storia dell’universo Marvel.
Rama-Tut, Kang il
Conquistatore e il vero significato dell’Antico Egitto nella
mitologia Marvel
L’introduzione di Rama-Tut conferma quanto l’Antico Egitto sia molto più di uno sfondo narrativo. Nei fumetti, Rama-Tut è infatti una delle prime identità di Kang il Conquistatore, il celebre viaggiatore temporale destinato a diventare uno dei più grandi nemici dell’universo Marvel. Utilizzando tecnologie avanzatissime, Kang governa l’Egitto come un faraone praticamente invincibile, alterando il corso della storia e attirando inevitabilmente l’attenzione di eroi provenienti da epoche diverse. È proprio questo intreccio tra passato e futuro a rendere questa fase storica così centrale nella continuity Marvel. Non solo Apocalisse nasce durante il dominio di Rama-Tut, ma molte delle sue future conquiste derivano proprio dalla tecnologia lasciata dal sovrano temporale. La serie animata riprende fedelmente questo rapporto, trasformando Rama-Tut in una presenza che collega direttamente la saga degli X-Men ai grandi temi del viaggio nel tempo già esplorati anche nel Marvel Cinematic Universe con Kang.
I fumetti Marvel raccontano un Antico Egitto popolato da Fantastici Quattro, Moon Knight e SHIELD
Uno degli aspetti più affascinanti della mitologia Marvel è che l’Antico Egitto non appartiene esclusivamente agli X-Men. Nel corso degli anni i fumetti hanno ambientato in questa epoca numerose storie che coinvolgono i Fantastici Quattro, Doctor Strange, Moon Knight e perfino le origini della futura organizzazione SHIELD. Marc Spector, ad esempio, è stato richiamato nel passato dal dio Khonshu per affrontare Rama-Tut, mentre altre storie hanno introdotto antichi Cavalieri della Luna vissuti realmente in quell’epoca. Ancora più importante è la nascita della Confraternita dello Scudo, un gruppo formato da En Sabah Nur, Imhotep e altri guerrieri incaricati di respingere un’invasione aliena della Covata, considerato il predecessore spirituale dello SHIELD moderno. Sebbene X-Men ’97 si concentri soprattutto sulla vicenda di Apocalisse, questo enorme patrimonio narrativo lascia aperta la possibilità di future apparizioni di altri eroi Marvel, soprattutto considerando che la prima stagione aveva già mostrato personaggi come Spider-Man, Capitan America, Daredevil e Pantera Nera.
Cosa aspettarsi dai
prossimi episodi di X-Men ’97 e perché il
destino di Apocalisse sembra ormai inevitabile
Il finale del terzo episodio lascia intendere che la permanenza degli X-Men nell’Antico Egitto sia tutt’altro che conclusa. Rama-Tut continua infatti la sua offensiva contro i Sandstormers, mentre Magneto dovrà probabilmente affrontare un ultimo tentativo per convincere En Sabah Nur a non seguire il percorso che lo porterà a diventare Apocalisse. Allo stesso tempo, la serie ha già anticipato elementi fondamentali dei fumetti, come la Sfinge di Rama-Tut, dalla quale Nur potrebbe impossessarsi della tecnologia destinata a renderlo uno degli esseri più potenti della Terra. Il vero tema della stagione sembra però essere un altro: il conflitto tra libero arbitrio e destino. Gli X-Men cercano di cambiare il passato per costruire un futuro migliore, ma ogni loro intervento rischia invece di accelerare proprio quegli eventi che vorrebbero impedire. È questo paradosso temporale a rendere l’arco narrativo ambientato nell’Antico Egitto uno dei più ambiziosi mai raccontati dalla serie, destinato probabilmente ad avere conseguenze anche sul prosieguo della stagione.


Rama-Tut, Kang il
Conquistatore e il vero significato dell’Antico Egitto nella
mitologia Marvel
Cosa aspettarsi dai
prossimi episodi di X-Men ’97 e perché il
destino di Apocalisse sembra ormai inevitabile