Morto Anthony Head, indimenticabile volto di Buffy e Ted Lasso: aveva 72 anni

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Anthony Head, attore britannico amatissimo dal pubblico televisivo internazionale grazie ai ruoli in Buffy l’ammazzavampiri e Ted Lasso, è morto all’età di 72 anni. La notizia è stata annunciata dalle figlie Emily e Daisy Head attraverso un comunicato diffuso dalla BBC, in cui spiegano che l’attore “si è spento serenamente a causa di complicazioni legate a una polmonite, circondato dalla sua famiglia”.

Nel messaggio, le figlie hanno ricordato il padre come un uomo profondamente legato al proprio lavoro e incredibilmente grato per la lunga carriera costruita nel mondo dello spettacolo. “È stato e sarà sempre un onore essere sue figlie”, hanno scritto, sottolineando l’impatto che Anthony Head ha avuto su colleghi, amici e fan attraverso decenni di cinema, teatro e televisione.

Per milioni di spettatori resterà soprattutto Rupert Giles, il mentore di Buffy Summers in Buffy l’ammazzavampiri. Il suo personaggio, apparentemente rigido e accademico ma progressivamente sempre più umano e paterno, è diventato uno dei pilastri emotivi della serie cult creata da Joss Whedon. Negli ultimi anni una nuova generazione di pubblico aveva poi riscoperto Head grazie a Ted Lasso, dove interpretava Rupert Mannion, antagonista elegante e manipolatore capace di incarnare una forma di villain tanto sottile quanto disturbante.

La sua carriera, però, andava ben oltre questi due ruoli iconici. Attore teatrale di formazione classica, Head aveva lavorato tra televisione britannica, musical, fantasy e drama per oltre quarant’anni, diventando una delle presenze più riconoscibili e affidabili dell’intrattenimento inglese contemporaneo.

Anthony Head ha incarnato due archetipi televisivi opposti diventati iconici

La straordinaria particolarità della carriera di Anthony Head è stata la capacità di diventare memorabile interpretando figure completamente opposte tra loro. In Buffy, Giles rappresentava la guida morale, il padre surrogato e l’intellettuale che aiutava la protagonista a comprendere il peso della propria missione. Era il cuore emotivo della serie, l’adulto che cercava di proteggere giovani personaggi immersi in un mondo sempre più oscuro.

In Ted Lasso, invece, Head ha costruito uno dei villain più realistici e insidiosi della serialità contemporanea. Rupert Mannion non era un antagonista esplosivo o caricaturale, ma un uomo sofisticato, manipolatore e tossico, simbolo di un potere maschile elegante ma profondamente corrosivo. Ed è proprio questa capacità di oscillare tra empatia e inquietudine ad aver reso Anthony Head un interprete così rispettato.

Il suo Giles ha inoltre avuto un’importanza enorme nella storia della televisione fantasy moderna. Buffy l’ammazzavampiri non è stata soltanto una serie cult adolescenziale: ha ridefinito il linguaggio del fantasy televisivo, influenzando decine di show successivi tra horror, teen drama e soprannaturale. E Giles era fondamentale nell’equilibrio della serie perché rappresentava il ponte tra il coming-of-age dei protagonisti e il peso mitologico del mondo narrativo.

Anche il ritorno mediatico attraverso Ted Lasso è stato significativo. In un’epoca dominata da nostalgia e revival, Anthony Head è riuscito a evitare l’effetto “attore intrappolato nel passato”, dimostrando ancora una volta un’enorme capacità di adattamento interpretativo. Rupert è diventato rapidamente uno dei personaggi più odiati della serie proprio grazie alla sua recitazione controllata e quasi silenziosamente crudele.

Con la morte di Anthony Head scompare quindi non soltanto un attore amatissimo, ma uno dei volti che hanno attraversato alcune delle trasformazioni più importanti della televisione moderna: dal fantasy seriale degli anni ’90 fino alla nuova era delle dramedy contemporanee.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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