Odissea (leggi qui la nostra recensione) di Christopher Nolan si conclude con When I’m Home, un brano originale interpretato da James Blake, Travis Scott e Ludwig Göransson. La canzone moderna arriva dopo quasi tre ore trascorse nell’antico mondo raccontato da Omero, ma la sua collocazione risulta perfettamente coerente con il desiderio di ritorno a Itaca che attraversa l’intero film. Il coinvolgimento di Travis Scott, inoltre, non si limita alla colonna sonora: il rapper interpreta anche un aedo che racconta ai pretendenti di Penelope le imprese di Odisseo. Christopher Nolan ha spiegato così questa scelta a E! News:
“Ho scelto Travis Scott perché volevo richiamare l’idea che questa storia ci sia stata tramandata attraverso la poesia orale, un concetto che considero analogo al rap.” Dopo aver visto il film, questa decisione acquista ancora più senso. Il brano dei titoli di coda trasforma infatti un antico racconto di ritorno a casa in qualcosa di profondamente contemporaneo, senza però alterare il viaggio che lo ha preceduto.
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When I’m Home spiega il finale moderno immaginato da Christopher Nolan
When I’m Home è stata scritta da Ludwig Göransson, James Blake, Travis Scott e dallo stesso Christopher Nolan, mentre la produzione è stata curata da Göransson e Blake. Si tratta del primo contributo accreditato di Nolan come autore di una canzone in una carriera da regista iniziata quasi trent’anni fa.
L’idea di accompagnare il poema di Omero con un brano contemporaneo potrebbe sembrare, almeno sulla carta, una scelta capace di interrompere l’immersione dello spettatore. Nolan ha costruito tutta la sua carriera sull’uso di ambientazioni reali, effetti pratici e un’esperienza cinematografica il più possibile immersiva, perciò ascoltare Travis Scott subito dopo il viaggio di Odisseo avrebbe potuto apparire come una semplice operazione promozionale. Il film evita questo rischio scegliendo di far partire la canzone soltanto dopo la conclusione della storia.
È proprio il titolo del brano a chiarirne il significato. Odisseo ha attraversato mari, sfidato gli dèi, perso i suoi compagni, resistito a tentazioni e sopportato anni di lontananza senza mai smettere di inseguire un unico obiettivo: tornare a casa. When I’m Home accompagna questo desiderio nei titoli di coda senza cercare di imitare la musica dell’antichità. Al contrario, suggerisce che il viaggio è terminato, ma che il racconto continua a vivere attraverso un linguaggio musicale diverso.
Il film non presenta alcuna scena post-credit, scelta che permette alla canzone di diventare il vero saluto finale. Una volta iniziati i titoli di coda, Christopher Nolan ha già concluso la sua narrazione e lascia che siano le note del brano ad accompagnare gli spettatori fuori dal film, invece di anticipare un seguito o un’ultima rivelazione. Dopo una produzione tanto imponente, un teaser per un eventuale capitolo successivo sarebbe probabilmente apparso fuori luogo.
Quella tra Travis Scott, Ludwig Göransson e Nolan non è una collaborazione inedita. I due artisti avevano già lavorato con il regista in Tenet, realizzando il brano The Plan per i titoli di coda del film uscito nel 2020. When I’m Home amplia quella collaborazione coinvolgendo anche James Blake e aggiungendo per la prima volta Christopher Nolan tra gli autori del pezzo.
Il ruolo di Travis Scott collega il rap alla tradizione di Omero
Nel film Travis Scott compare nelle sequenze iniziali nei panni di un aedo che intrattiene i pretendenti riuniti nella reggia di Odisseo. Il suo personaggio canta le imprese del sovrano di Itaca e la caduta di Troia, presentando un eroe la cui fama è tornata in patria molto prima del suo effettivo ritorno.
Dal punto di vista narrativo il personaggio ha un ruolo limitato, ma il casting si rivela molto più significativo di quanto sembrasse quando fu annunciato. Il poema di Omero, infatti, sopravvisse per secoli grazie alla trasmissione orale prima di assumere la forma scritta che conosciamo oggi.
Le parole di Christopher Nolan chiariscono perfettamente questa intenzione. Secondo il regista, il rap rappresenta oggi l’equivalente moderno di quella poesia orale tramandata di generazione in generazione. La scelta crea inoltre una raffinata simmetria all’interno del film: Travis Scott introduce Odisseo attraverso la musica all’inizio della storia e contribuisce a concluderne il viaggio con un’altra canzone nei titoli di coda.
Prima dell’uscita del film, gran parte del dibattito su Odissea riguardava i dialoghi contemporanei, le armature poco convenzionali e il timore che Christopher Nolan potesse eliminare dèi e creature mitologiche per realizzare un semplice dramma storico realistico. Il film finito conserva invece figure divine e mostri della mitologia, pur riorganizzando alcuni passaggi cronologici del poema di Omero.
In questo contesto, When I’m Home rappresenta probabilmente la scelta più apertamente moderna dell’intera opera. Arriva quando lo spettatore ha ormai accettato la personale visione dell’antica Grecia proposta da Nolan, diventando così il momento ideale per introdurre un elemento così contemporaneo.
L’accoglienza iniziale sembra confermare il successo dell’operazione. Odissea ha debuttato con un 96% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, basato su 271 recensioni della critica, e con un identico 96% di gradimento da parte del pubblico verificato. Secondo Box Office Mojo, il film è costato circa 250 milioni di dollari, anche se al momento della pubblicazione dell’articolo, coincidente con il giorno dell’uscita nelle sale, gli incassi nazionali e internazionali non erano ancora disponibili.
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