Alcatraz 1X01 – recensione

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J.J. Abrams ritorna sul luogo del delitto e produce, con la sua compagnia la Bad Robot Production, la nuova serie televisiva Alcatraz.

Il pilot viene trasmesso, negli Stati Uniti, il 16 gennaio 2012 e fa subito il boom di ascolti con dieci milioni di telespettatori. Lo zampino di Abrams si coglie all’istante, sebbene non sia lui a scrivere gli episodi.

Nel 1963 la prigione per antonomasia chiude i battenti a causa degli alti costi, i prigionieri e il personale vengono spostati in altre strutture ma, come ci informano i primi minuti della puntata, non è quello che è accaduto realmente. In realtà, la mattina dell’ultimo giorno, due ufficiali di polizia scoprono che tutte le persone sull’isola sono scomparse.

La scena si sposta subito ai giorni nostri, due poliziotti inseguono un criminale che scappa, causando la morte di uno dei due agenti. Rebecca Madsen (Sarah Jones), la poliziotta che assite all’omicidio del proprio partner, viene coinvolta in uno strano caso che ha per protagonista uno dei detenuti scomparsi da Alcatraz, inspiegabilmente ritornato al presente. Fiancheggiata dall’agente dell’FBI Emerson Hauser (Sam Neill) e dallo studioso esperto della storia della prigione il Dr. Diego “Doc” Soto (Jorge Garcia), la detective delle forze di polizia di San Francisco riesce a rintracciare Jack Sylvane (guest star Jeffrey Pierce) e a consegnarlo all’FBI.

Hauser tenta di comprendere cosa ci sia dietro il ritorno dei prigionieri, chi li abbia presi e quale sia l’obbiettivo delle persone dietro questo intricatissimo caso che, indirettamente, agiscono tramite i prigionieri stessi. Sylvane, purtroppo, non ha le risposte alle domande dell’FBI e, alla fine, viene isolato in una struttura sotto terra costruita e progettata come la stessa Alcatraz.

L’episodio si conclude con l’integrazione della dectetive Medsen e del Dr. Soto nella squadra speciale che si occupa delle indagini, la squadra è completata dalla presenza dell’assistente di Hauser, Lucy Banerjee (Parminder Nagra).

Le sorprese sono sempre dietro l’angolo, non solo si attende l’introduzione di nuovi personaggi, ma sono messe in gioco anche complesse dinamiche familiari quando l’agente Madsen scopre che suo nonno non era una guardia della prigione, come aveva sempre creduto, ma uno dei prigionieri, colpevole di… lo scoprirete nella prossima puntata.

Gli affezionati riconosceranno subito la familiare costruzione dell’episodio, basato su dei regolari parallelismi fra la vita dei detenuti all’interno della prigione e le loro azioni nel presente.

Abrams e le sue produzioni viaggiano sempre su una linea molto sottile: possono rivelarsi veri e propri colpi di genio o solo dei grandi bluff. Per scoprirlo bisogna armarsi di fiducia, di buona pazienza e lasciarsi guidare da uno dei più grandi nomi delle produzioni televisive.