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American Horror Story: Asylum 2×11 – recensione

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Con l’undicesimo episodio di American Horror Story: Asylum viene definitivamente chiuso l’ultimo storyline dell’ultimo cattivo rimasto in gioco, il dottor Thredson, dando luogo a una puntata estremamente lineare (quasi didascalica) che per a prima volta si muove nella realtà esterna all’Asylum.

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Nel raccontare la vicenda di Lana alla madre superiora Sister Claudia, Jude trova un’ottima alleata: la ragazza riesce finalmente e definitivamente a scappare dal manicomio con in mano i nastri della colpevolezza di Therdson. Lana però, appena uscita, non ha niente di meglio da fare che andare a casa del dottorino (non prima di essere passata dalla polizia a consegnare i suddetti nastri), puntargli una pistola contro e farsi raccontare tutta la verità sulla sua amata Wendy (che non mosse un dito per non far rinchiudere Lana nel Briarcliff). Dopo aver saputo tutto ciò che di truce Bloody Face ha fatto alla povera ragazza, Lana decide che il carcere sarebbe un lusso troppo grande per Thredson e lo fa fuori con un colpo secco.

La missione della ragazza non si ferma di certo qui e dall’esterno cerca di fare di tutto per far chiudere il manicomio, scontrandosi però con le reticenze di una società maschilista che ancora dà troppo poco credito alle parole di una donna e nel momento in cui riesce a ottenere un mandato per parlare con Sister Jude si scontra anche con Monsignor Howard il quale le comunicherà che Jude è morta suicida poco tempo fa. La vicenda in realtà non si è mai verificata ma configura, a sorpresa, Monsignor Howard come nuovo/unico big bad rimasto.

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AHS 2x11Sospesa in aria rimane la questione aliena: da tutta la vicenda di Thredson c’è di buono che Kit non è più accusato di essere Bloody Face e viene rilasciato insieme a Grace, resuscitata, inseminata e fatta partorire dagli alieni. Alieni che, a quanto pare, sembrano essere buoni, solo che a volte fanno degli errori come, per esempio, con Alma.

A due puntate dal finale rimane purtroppo sollevata solo la grande tematica aliena che tutt’ora risulta essere il problema di questa seconda stagione, davvero troppo svincolata e scollegata da tutto il resto e, solo in seconda battuta, arrivano le vicende di Jude e le reali possibilità che Lana può avere di tirarla fuori dal manicomio.

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C’è da sperare (per il regista) che i vari figli in arrivo non siano una banale riproposizione della tematica “figli del demonio” slittata pedissequamente dalla prima alla seconda stagione.

 
Moreno Scorpionihttp://www.morenoscorpioni.it
E niente, per ingordi di etichette lo si potrebbe definire in tanti modi. Lui però non è un’etichetta. È un uomo. Ma che dire, col senno di poi, non era meglio essere un’etichetta?
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