Arrow 3×03 recensione dell’episodio con Stephen Amell

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Altro giro altra corsa … e che corsa. Il terzo episodio di Arrow, intitolato Corto Maltese segna un nuovo traguardo per lo show super-eroistico più cool dell’anno. L’episodio in sé non ha superato in grazia e bellezza quello della settimana scorsa, ma è stato molto importante per delineare il rapporto tra Thea (Willa Holland) e suo fratello, minato dall’instabilità mentale del redivivo Malcolm Merlyn (John Barrowman)

Arrow-303-3Con la morte di Sara ancora impressa nella mente, Oliver (Stephen Amell) e Felicity (Emily Bett Rickards) riescono a rintracciare Thea (Willa Holland) di cui, da oltre sei mesi, si sono perse le tracce. La giovane sorellastra del sexy arciere, si trova a in Africa, a Corto Maltese, ed il rampollo inizialmente avrebbe intrapreso il viaggio solo con la vicinanza di Roy (Colton Haynes), invece si unisce successivamente anche Diggle (David Ramsey) che a quanto pare deve risolvere una missione per Amanda Waller. Oliver ritrova Thea in completo stato di grazia, più forte, rinvigorita e decisa più che mai a non tornare in quel di Starling City. Intanto in città, da una parte vediamo Felicity cedere al fascino di Ray Palmer (Brandon Routh), dall’altra c’è Laurel (Katie Cassidy) che continua ad attraversare un brutto momento a causa della scomparsa della sorella. Ci sono troppi sentimenti in ballo, ed a quanto sembra la missione di Oliver apre una ferita che non si è mai rimarginata.

Arrow-303-4Corto Maltese quindi continua alla perfezione la linea narrativa che, questa terza stagione, sta portando avanti. La morte di Sara è il vero punto di forza di questo nuovo ciclo di episodi, tanto è vero che ha messo a nudo i sentimenti di ognuno. Oliver cerca in tutti i modi di trovare una pace interiore e crede che la vicinanza della sorella possa aiutare il suo processo di guarigione (ma non sa che questo sarà l’inizio del suo calvario), Laurel comincia scoprire il suo lato da bad-ass, come se si fosse risvegliata da un torpore; Felicity è divisa sia dal legame per Oliver che per la strana fiducia che ha rivolto verso Ray, e l’unico che stona in questo contesto è proprio Roy. La spalla di Oliver anche se rimane impeccabile nel suo charme e nella bellezza, è diventato il ragazzo immagine della situazione, senza che nessuno forse si sia accorto della grande potenza del personaggio.

Tutto sommato, Arrow, sta continuando a piacere e la serie sta crescendo toccando limiti forse invalicabili.
Cosa ci è piaciuto: il ritmo nella narrazione, il “nuovo” volto di Thea, la missione di Diggle.
Cosa non ci è piaciuto: l’inutilità di Roy, il legame tra Ray Palmer e Felicity.

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Nato e cresciuto in un piccolo centro vicino Napoli, Carlo fin da ragazzino, è rimasto sedotto dal mondo del cinema e dalle serie tv.  Lettore accanito di saghe fantasy (la sua preferita è Il Ciclo di Shannara), conosce a memoria le battute del film Marnie del grande Alfred Hitchcock; divoratore onnivoro di serie tv, è cresciuto tra la generazione di Beverly Hills e quella di Dawson's Creek anche se la sua serie tv preferita rimane Buffy. Adora tutto ciò che il regista JJ Abrams partorisce dalla sua mente, e vorrebbe essere il confidente di Steven Spielberg. Con una camera piena di gadget e DVD, Carlo si sente americano per adozione e coltiva il sogno di lavorare in una redazione giornalistica, ma soprattutto di  andar via dal piccolo centro dove vive per poter rincorrere il suo ormai più che ventennale sogno nel cassetto.