Arrow 5×13: recensione dall’episodio “Spectre of the Gun”

Dopo il soggiorno in Russia e dopo aver assistito alla nascita “ufficiosa” dell’Arciere Incappucciato in territorio sovietico, tornano in pista la sorella del nostro protagonista Thea (Willa Holland) e il Capitano Lance (Paul Blackthorne), e con essi si torna a Starling City. Arrow 5×13 torna ad occuparsi delle faccende da primo cittadino di Oliver Queen e dopo poche battute succede ciò che sarà l’evento cardine dell’episodio; una sparatoria con morti e feriti proprio all’interno del Municipio di Starling City, con molti dei protagonisti presenti sul posto.

 

Basta poco per capire che l’intero episodio sarà incentrato interamente sul misterioso attentatore e sulla sua  improbabile “crociata” e ci vorrà ancor meno per capire come questo sia un pretesto per a parlare di armi, della loro troppo semplice diffusione (in America, ovviamente) e della loro pericolosità; tematiche lecite e valide, sia ben chiaro, ma senza dubbio figlie del recente insediamento di Donald Trump alla casa Bianca (come se precedentemente non fosse semplice acquistare armi).

Arrow 5×13, come già successo in passato con Felicity e Diggle, decide di esplorare tramite i consueti flashback il passato di un altro dei protagonisti, in questo caso Renè (Rick Gonzalez). Il passato di Oliver fa spazio a quello del suo alleato, permettendo agli spettatori di esplorare la sua storia recente, della propria famiglia e di far luce sugli aspetti che lo rendono così tormentato e a tratti burbero nei confronti dei propri compagni. Una serie di eventi trattati forse un po’ troppo rapidamente, ma che, in attesa probabilmente di un seguito, consentono al pubblico di assistere alla sua “rinascita” da vigilante nei panni di Wild Dog.

Come già annunciato Arrow 5×13 è un episodio che si concentra (forse per la prima volta) sui compiti da Sindaco di Oliver Queen e che conseguentemente lascia poco spazio all’azione in favore dei numerosi dialoghi; ciò non sarebbe neanche un difetto, se questi fossero propedeutici a qualche futuro sviluppo o ad introdurre nuovi elementi utili allo svolgimento della serie, ma così non è e non sarà.

Riducendo all’osso gli eventi di Spectre of the Gun ci si rende conto che la storyline secondaria di Renè è l’unica a fornire una sorta di sviluppo (se così si può definire) a quello che è il plot principale della stagione.

Kristin Windell, riesce nonostante tutto a non annoiare, ma Arrow 5×13 non è altro che un episodio carico di belle parole e moralità spicciola, nulla che non sia stato già sentito e risentito, specialmente in questo periodo. Come già detto non c’è assolutamente nulla di male a voler dare messaggi di denuncia tramite il cinema e la tv, anzi, ma si presuppone che il tutto non vada a danneggiare quasi totalmente ciò che lo spettatore sta effettivamente guardando, ossia uno show televisivo. Chi si aspettava almeno un piccolo colpo di coda nella consueta scena finale, rimarrà deluso anche da quella… forse veramente troppo poco, per questa volta.

RASSEGNA PANORAMICA

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