Baby, la nuova serie originale italiana di Netflix

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Sono stati presentati in anteprima i primi due episodi di Baby, nuova serie originale Netflix di produzione italiana. La serie, sulla piattaforma streaming a partire dal 30 novembre, è composta di sei episodi ed è stata ideata dai GRAMS, un nuovo collettivo di sceneggiatori composto da cinque giovani autori ventenni.

Liberamente ispirata ad una storia vera, la serie segue le vicende di un gruppo di adolescenti del quartiere Parioli di Roma, che sfidano la società ricercando la propria identità e indipendenza, sullo sfondo di amori proibiti, pressioni familiari e segreti condivisi.

Ad aprire la conferenza stampa è Nicola De Angelis, produttore presso la Fabula Pictures. “Tutto è iniziato quando ho incontrato i ragazzi del collettivo GRAMS. Mi hanno proposto l’idea della serie e abbiamo iniziato a pianificare insieme ogni passo, decidendo poi di arrivare alle porte di Netflix.”

La parola passa poi al regista Andrea De Sica, che si dichiara entusiasta della serie. “Ho assistito sin dall’inizio al processo di scrittura e ho visto la serie formarsi passo dopo passo. Sono estremamente contento di aver avuto l’opportunità di dare anche il mio punto di vista su questa storia bellissima.”

“E’ stata un’opportunità incredibile anche per noi, – esclama Eleonora Trucchi, del collettivo GRAMS – e raramente in Italia vengono date queste opportunità ai giovani.” “Abbiamo affrontato un lavoro enorme, – continua Antonio Le Fosse, anche lui membro del collettivo – e lo abbiamo fatto come un gruppo. Il nostro lavoro di squadra ha permesso a Baby di arrivare in 190 paesi del mondo”.

La parola passa poi alle due protagoniste della serie, Benedetta Porcaroli e Alice Pagani, che raccontano brevemente i loro personaggi. “Chiara è come se avesse basato tutta la sua vita sulle aspettative degli altri. – esclama la Porcaroli – Ma presto ci sarà un cambiamento, farà delle scelte solo sue che ne riveleranno nuove sfumature. Tanto la luce quanto l’ombra che caratterizzano questo personaggio permette di capire quanto possa essere complessa quest’età di passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta.” “Anche Ludovica è molto fragile. – rivela Alice Pagani – Anche lei vive di luce e ombra, ma al contrario di Chiara. Ludovica cerca rapporti autentici, cerca amore e sicurezza, tutti elementi che le mancano.”

Il regista Andrea De Sica riprende poi la parola per chiarire su quanto ci sia di vero e di rielaborato all’interno della serie. “La serie non ricalca in alcun modo gli eventi reali. La storia delle baby squillo è solo uno spunto. L’interesse della storia è focalizzato sui conflitti dei giovani protagonisti.”

“Il nostro impegno è stato quello di generare un’empatia con i personaggi, non di giudicarli nelle loro scelte. – continua Eleonora Trucchi – Se il pubblico arriva insieme ai personaggi alle loro scelte, si potranno capire meglio le loro ragioni. Abbiamo colto l’occasione della prostituzione per raccontare un mondo più ampio, una storia di formazione attuale. Non è una serie di denuncia sociale, e neanche una serie per adulti, ma svela le sfumature dell’adolescenza.”

Baby è una storia che parla di amore, e di adolescenti che hanno un disperato bisogno di questo sentimento. – aggiunge e conclude Re Salvador, altro membro del collettivo GRAMS – Ogni personaggio cerca l’amore in un universo in cui l’amore non c’è. Ogni personaggio intraprende un viaggio che lo porterà ad una crescita inevitabile.”

Gianmaria Cataldo
Laureato in Cinema e Arti Digitali alla Sapienza, è un giornalista pubblicista iscritto all'albo dal 2018. I principali campi di attività riguardano la critica e gli approfondimenti cinematografici.
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