The Blacklist 1×01 recensione della serie con James Spader

    2556

    The BlacklistTra i pilot più interessanti presentati al Roma Fiction Fest 2013 c’è sicuramente l’atteso The Blacklist, la nuova serie trasmessa dal network NBC e proposta in Italia da FoxCrime. Protagonista dello show è James Spader, il leggendario Howard Shore di Boston Legal, che qui veste i panni di un criminale internazionale ricercato in tutto il mondo.

    The Blacklist racconta di Raymond “Red” Reddington (Spader), uno dei criminali più ricercati a livello mondiale, si costituisce all’FBI, offrendosi di fornire informazioni su ogni persona con cui abbia lavorato. In cambio, pretende però di collaborare solo con l’agente Elizabeth Keen, a cui non sembra essere direttamente legato.

    Lo show è stato annunciato come uno dei prodotti di punta del network, tanto da essere trasmesso insieme all’ormai conferma The Voice. E a giudicare dagli ascolti, (12, 5 milioni di persone) pare che la scommessa di NBC stia procedendo verso un trionfo annunciato, ma non è tutto perfetto come sembra. The Blacklist è uno un tipico Crime/drama che fa del ritmo incalzante e della suspense uno degli elementi fondanti dello Show. E la serie riesci in pieno a raggiungere gli obiettivi prefissati, infatti l’elemento più riuscito di questi pilot è senz’altro il tempo, scandito da rocamboleschi capovolgimenti di storia e da una regia agile, grazie al quale i quaranta minuti di durata volano via come il vento.

    A tal proposito, un grande aiuto arriva dal concept idea che, nonostante non sia  propriamente originale, riesce a incollare l’attenzione dello spettatore sul suo personaggio principale, il Red magistralmente interpretato da James Spader, ormai divenuto uno degli attori di punta della televisione americana e presto grande villan Ultron nel sequel di The Avengers. Ma lo show non è del tutto esente da difetti, in primis la poca brillantezza e originalità nello sviluppo della storia, che ricalca a pennello molto di già visto nella televisione americana. Ma la nota dolente è senza dubbio la stucchevolezza di alcuni omaggi a grandi film del passato, che ad un primo momento divertono ma poi diventano un mero pretesto, poco funzionale alla storia. Nonostante questi piccoli punti contro, lo show comunque regge il confronto con le proposte più allettanti di questo inizio di stagione e siamo tutti curiosi di vedere come si evolveranno le vicende di Raymond “Red” Reddington e Elizabeth Keen.