Venti di Guerra minacciano nuovamente Roma in The beautiful deception, terzo episodio della seconda stagione di the Borgias.

Come previsto, il risveglio porta tristi notizie a Lucrezia(Holliday Grainger), distrutta dalla scoperta del corpo senza vita del povero Paolo(Luke Pasqualino) in un angolo di strada: nella tasca porta un biglietto d’addio, ma dato che il ragazzo non sapeva né leggere né scrivere per Lucrezia deve trattarsi di omicidio. Paralizzata dal dolore e dalla certezza che sia stato il fratello Juan(David Oakes) a uccidere il suo amato, la giovane si chiude nel silenzio e rifiuta ogni contatto persino col suo bambino, fino a quando non riesce a strappare al Papa(Jeremy Irons) la promessa che Paolo possa riposare in terra consacrata.

Mentre Juan abbandona la città per sposare una nobile spagnola(non prima di essere scampato a un attentato alla sua vita organizzato a sangue freddo da Lucrezia per vendicarsi), re Carlo VIII di Francia decide di lasciare finalmente Napoli per dirigersi, forte dell’alleanza con Caterina e Giovanni Sforza (Ronan Vibert)verso la Città Eterna: il piano è di chiedere passaggio attraverso la città, per poi ferirla dall’interno appagando così il desiderio di conquista di Carlo e la vendetta degli Sforza, ancora umiliati dallo scioglimento del matrimonio di Lucrezia con Giovanni per mancata consumazione.

Accompagnata dalla sua temibile artiglieria, la marcia dei francesi è inarrestabile e per Roma non sembra esserci via di scampo, a meno che la città non riesca a armarsi in tempo di cannoni altrettanto potenti: peccato che i ricchi festeggiamenti per il ritrovamento degli antichi manufatti(celebrati in the Borgia Bull) abbiano prosciugato le casse dello stato e che sia rimasto denaro sufficiente solo per fabbricare un cannone.

Nello scontrarsi con la dura realtà, Cesare(François Arnaud) ha una brillante intuizione di far realizzare una fila di finti cannoni per spaventare le armate francesi: alle porte della città, Cesare affronta il re e gli Sforza mostrando i possenti cannoni romani sulle mura: intimorito, l’esercito torna sui suoi passi, mentre Cesare rientra trionfante in Vaticano rivelando al padre il bellissimo inganno orchestrato a danno dei francesi.

Alle prese ancora una volta con l’invasione francese, minacciata e miracolosamente evitata in modo anche più plateale nella prima stagione, a fare la differenza in the beautiful deception è senza dubbio Cesare Borgia, che non più oscurato dall’ombra del fratello ha finalmente l’opportunità di dimostrare le proprie capacità di stratega, lasciandoci intravedere alcuni tratti del guerriero che diventerà il duca Valentino.

Ben sostenuta, se pur in netta cesura rispetto alla seconda parte dell’episodio, è l’evoluzione del personaggio di Lucrezia, la cui elaborazione del lutto si trasforma rapidamente in un desiderio di vendetta che si abbatte con estrema freddezza( in una scena al dir poco disturbante)sul fratello Juan: chiamato lontano da Roma a causa del suo matrimonio spagnolo, il giovane Borgia sembra quindi destinato a lasciare temporaneamente la scena, ma speriamo di non dover fare a meno dell’ottima performance di David Oakes( impeccabile nel rendere il suo personaggio irrimediabilmente insopportabile)troppo a lungo.

Grazie a un intreccio che tiene ben in equilibrio le differenti forze che guidano l’episodio, The beautiful deception è forse da promuovere di diritto a miglior episodio visto finora  nella serie scritta e diretta da Neil Jordan.