Il quarto episodio di The Borgias è l’inizio di un oscuro viaggio senza ritorno, destinato a trasformare per sempre la personalità del primogenito del Papa Cesare Borgia.

Stray Dogs si apre portando a Cesare(François Arnaud) terribili notizie: sulla strada del ritorno dopo il fallimento dell’attacco a Roma, alcune truppe francesi hanno saccheggiato il convento di Santa Cecilia, violentando e uccidendo tutte le converse compresa Ursula Bonadeo(Ruta Gedmintas), vecchio amore di Cesare che lì si era ritirata per sfuggire alla passione per il giovane cardinale Borgia: alla vista del corpo straziato dell’amata, Cesare medita subito vendetta e ordina al fedele Micheletto(Sean Harris) di radunare un gruppo di uomini abili nell’arte di uccidere per sferrare un attacco mortale agli assassini; col volto coperto da una maschera, il piccolo commando uccide tutti i responsabili, non prima però di averli torturati con opportuna e necessaria crudeltà.

Nel frattempo, Alessandro VI(Jeremy Irons) decide di unirsi ad altre nobili famiglie nel tentativo di distruggere definitivamente i piani di conquista di Carlo VIII di Francia(Michel Muller): grande è la sua sorpresa nello scoprire che Bianca, moglie del suo principale alleato Francesco Gonzaga, altri non è che una delle sue precedenti amanti, un tempo semplice nobildonna e ora intoccabile Duchessa.

Nonostante tutto, Il Papa parte col figlio Cesare e il Cardinale Sforza(Peter Sullivan) per raggiungere il presidio dei Gonzaga, lasciando Lucrezia(Holliday Grainger) a governare in Vaticano per il periodo della sua assenza: la giovane, impegnata insieme a Giulia Farnese(Lotte Verbeek) e alla madre(Joanne Whalley) nel progetto di ricostruire un orfanotrofio per i bambini di un’area povera di Roma, approfitta dell’occasione per dare una lezione di umiltà ai cardinali, riuscendo a ottenere il ripristino di una vecchia fonte in quella degradata zona della città.

Deciso a sconfiggere i francesi alla sua maniera, Cesare compie allora un altro “raid” notturno nell’accampamento francese, facendo esplodere le riserve di polvere da sparo e decimando l’esercito, mentre il padre al contrario finisce per cedere nuovamente al fascino della sua ex amante  Bianca: il giorno dopo, senza l’assordante rumore del cannone di Carlo, le truppe di Gonzaga sconfiggono gli avversari senza difficoltà. A conoscenza delle segrete manovre del figlio, Rodrigo lo ammonisce per il suo comportamento solo per ottenere da Cesare una risposta fredda e decisa: lui non ha fatto altro che trascorrere una piacevole notte come il padre, pronto senza esitazione a dormire con la moglie dell’uomo che si era impegnato a combattere per lui.

Come già successo con lo stalliere Paolo(Luke Pasqualino),  l’uscita di scena di Ursula Bonadeo risulta più che benvenuta: noiosa e poco caratterizzato, questa signora fittizia risultava piuttosto inutile all’economia della serie e si poneva come principale ostacolo all’evoluzione del carattere di Cesare, imprigionato nella prima stagione in una piuttosto piatta liaison romantica: ciò che è interessante è piuttosto la scelta di eliminare quasi simmetricamente dalle vite di Cesare e Lucrezia  i rispettivi amanti per spingere entrambi a maturare delle ombre nel loro carattere destinate, con più o meno giustizia, a passare alla storia; l’idea di voler trovare a tutti i costi una spiegazione all’evoluzione negativa di un personaggio è vecchia e ostinata, ma spinge senza dubbio a empatizzare maggiormente coi protagonisti e dà inoltre la sensazione che i destini dei due fratelli, nel bene e nel male, continueranno a essere strettamente intrecciati.

François Arnaud convince sempre di più nei panni di Cesare Borgia, anche se il suo indossare  la maschera nella notte per punire i cattivi sembra troppo supereroistico per esserlo altrettanto: Holliday Grainger è invece davvero splendida nei panni di Lucrezia, pronta a sedere sul trono di San Pietro con il giusto tocco di regalità e spregiudicatezza, forse un po’ sprecata  nella sua piccola impresa a favore degli orfani romani ma assolutamente raggiante mentre si prepara a mettere in riga i cardinali, richiamandone l’attenzione con una singolare lezione di cucina; la scelta di lasciar sedere una donna  sul soglio pontificio sembrava un azzardo anche troppo fantasioso per Neil Jordan ma per quanto singolare l’episodio è effettivamente accaduto, se pur in un contesto completamente diverso(il Papa si era allontanato da Roma per risolvere delle questioni legate ai suoi possedimenti).

Un totale e piuttosto deludente volo di fantasia è invece la Contessa Bianca Gonzaga, inserita per sostituire una delle più grandi donne del rinascimento italiano: Isabella D’Este. Non c’è ragione di accanirsi sulle variazioni storiche di uno Show di questo genere e la prima regola che la serie richiede è di essere gustata senza pretese documentaristiche, ma sarebbe stato interessante vedere scendere in campo una personalità forte come quella di Isabella D’Este invece che una delle tante amanti di passaggio del Papa: pazienza, sarà per la prossima dama.

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Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .