Breaking Bad 5×09 – recensione

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    Walter White è tornato. A distanza di quasi un anno, Breaking Bad riparte con i suoi otto episodi finali. Cominciando con Blood Money, scritto da Peter Gould e diretto dallo stesso Bryan Cranston.

    Ancora una volta la serie utilizza dei brevi prologhi per stuzzicare e giocare con lo spettatore, innescando una serie di percorsi mentali, sollevando domande e incuriosendo fin dai primi attimi di episodio. Il flashforward riprende quello d’inizio stagione, che in Live Free or Die, ci aveva mostrato un Walter (Bryan Cranston) poco curato e desolatamente solo, festeggiare il proprio compleanno, mentre un minaccioso M60 era accuratamente riposto nel bagagliaio della sua auto. Questa volta il protagonista ci porta in un posto a noi noto, casa White, ormai abbandonata. Ci rendiamo conto che qualcosa si è per sempre spezzato e un’enorme scritta gialla sul muro di casa sta forse a simboleggiare la definitiva mutazione dell’ordinario professore di chimica nel famigerato Heisenberg. Niente è prevedibile in questo finale di serie e le premesse non fanno che riempire l’atmosfera di una stagnante sensazione di morte e violenza. Le cose cambieranno velocemente, seguendo percorsi imprevedibili. Poi nulla sarà più come prima.

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    Il presente non è meno interessante dello spicchio di futuro che regista e sceneggiatori ci hanno mostrato. La vita della famiglia White procede alla ricerca di un ritorno alla normalità. Skyler (Anna Gunn) si occupa del suo autolavaggio con l’aiuto di Walter, ormai ritiratosi dal giro. Il passato, però, non potrà che tornare a minacciare il signor White, attraverso il volto degli altri personaggi che hanno condiviso il suo percorso di mutazione con destinazioni recondite e malvagie. I pericoli hanno nomi diversi, tutti potenzialmente letali. Jesse (Aaron Paul) è ancora alle prese con la propria coscienza, come già più volte era avvenuto nel corso della serie. Una bomba pronta a esplodere nel caso alcune verità venissero a galla, in particolar modo riguardo l’avvelenamento di Brock e il destino di Mike (Jonathan Banks). Il doppio volto Walt-Heisenberg è sempre più marcato e anche chi gli sta attorno, ne è ormai consapevole. La serie si muove più di ogni altra attraverso i percorsi interiori dei suoi personaggi, perché tutto muta e le reazioni sono imprevedibili. Così com’è imprevedibile e spiazzante Breaking Bad, fin dalla sua prima stagione.

    Mentre l’episodio sembrava dover essere solo un quadro della situazione e un preludio ai composti chimicamente pericolosi che gli eventi avevano creato, gli sceneggiatori decidono di anticipare quello che sarà il duello finale, attraverso un’intensa e appassionante sequenza di chiusura. Il nemico numero uno ora si chiama Hank (Dean Norris), senza dimenticare il cancro che sembra essere tornato. Il cognato, colpito d’illuminazione da Leaves of Grass, è ormai sulla pista giusta per scoprire chi si nasconda dietro lo pseudonimo di Heisenberg. La cosa non può che turbarlo e innervosirlo. La soluzione all’enigma che ha riversato fiumi di meth per le strade del New Mexico è sempre stata davanti ai suoi occhi. Breaking Bad coglie di sorpresa, sostituendo la tesa partita a poker, che era nelle più semplici previsioni, in un all-in d’inaspettata bellezza.

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    Bood Money riporta con coerenza la storia sui binari in cui l’avevamo lasciata, aggiungendo curve e accelerate inaspettate, impreziosite da sequenze ad alta tensione, dal forte impatto emotivo. La regia di Craston è pulita nella sua semplicità, giocando sui chiaroscuri e sui primi piani dei personaggi, la cui espressività e capacità attoriale hanno convinto fin dal principio. La vicenda ci è sempre stata raccontata più dalle rughe dei volti e dai percorsi emotivi che da scene di pura azione. Breaking Bad riparte quindi con coerenza e capacità di sorprendere, regalando agli spettatori uno dei dialoghi più intensi e memorabili dell’intera serie. L’inizio della fine propone vecchie domande aggiungendone di nuove, incorniciando la narrazione con riferimenti a episodi e personaggi passati. Mancano solo sette attesi episodi per completare l’equazione chimica di una serie “Unstable, volatile, dangerous”. Tutto è pronto per essere sconvolto.