C’era una volta 2×22: recensione

Con “…e dritto fino al mattino, episodio numero 22, si conclude la seconda stagione di C’era una volta.

 

Ci guardiamo un po’ indietro, pensiamo a tutto quello che è cambiato dalla prima stagione, a quanti personaggi nuovi abbiamo incontrato, a quali altre fiabe sono state svelate, rivisitate, mescolate.

Alla fine della prima stagione la maledizione che avvolgeva Storybrooke e teneva in una specie di letargo d’identità i suoi abitanti è stata spezzata. Si è aperto un evanescente portale che ha li messi in comunicazione con il mondo delle fiabe, ma i personaggi non vengono restituiti ad esso. A questo punto assistiamo, quindi, ad un fenomeno uguale e contrario: i personaggi rimasti intrappolati in quel che resta del mondo delle fiabe, in particolare due di loro (Uncino e Cora), vogliono a tutti i costi raggiungere una Storybrooke che si è risvegliata dal letargo.

Ma Storybrooke non subisce tanto l’invasione di altri personaggi delle fiabe quanto l’invasione del mondo reale, che minaccia la vita stessa dei suoi abitanti.

Nel corso di questi ventidue episodi abbiamo non solo conosciuto nuovi personaggi, abbiamo anche approfondito la conoscenza di quelli a cui ci eravamo già affezionati ed assistito, inermi, alla staticità di certi altri (su tutti, Emma).

Arriviamo all’ultimo episodio della stagione quasi nelle stesse condizioni in cui eravamo già arrivati al ventiduesimo episodio della prima stagione, solo che stavolta, a dover trovare un portale per salvarsi non sono Emma e Mary Margaret, ma tutti gli abitanti di Storybrooke, che hanno già pagato il pegno di una ‘vittima innocente’ nello scorso episodio: Neal/Bealfire è stato risucchiato dal portale creato dal fagiolo magico che Tamara e Greg si contendevano con i ‘buoni’.

C'era una volta 2X22E qui ci sarebbe una piccola parentesi da aprire: abituati all’elasticità che la materia trattata permette (ricordiamo che stiamo parlando di magia, personaggi delle fiabe e così via), ci permettiamo di sorvolare sull’irreversibilità di questioni come la morte e analizziamo un attimo la situazione utilizzando i parametri  logici coerenti con la materia trattata. Per cui, ragioniamo e concentriamoci un attimo sul fatto che tutti considerino Neal morto: di fatto Neal è caduto nel portale creato dal fagiolo magico che tutti stanno cercando proprio per tornare nel mondo delle fiabe, dunque, a rigor di logica, è tornato nel mondo delle fiabe, non è di certo morto o scomparso nel nulla.

Tuttavia questo piccolo particolare sembra sfuggire ai più, che quasi ne celebrano i funerali mentre tentano di salvarsi dalla fine di Storybrooke che avrebbe inghiottito i non-nati nel mondo reale: a conti fatti, tutti tranne Henry.

Ci sono quindi evidente incongruenze:  è ovvio che a  qualcuno sfugge qualcosa… ma a chi?!

C’era una volta si chiude con un final season strano sotto certi aspetti, soprattutto se teniamo conto che l’eroina dell’episodio  è Regina, che dall’odio estremo passa all’amore e al senso di colpa sconfinato e decide di sacrificarsi per quelli che ha tentato di danneggiare per tutta la vita.
Buono il piccolo focus sul passato di Bealfire, sull’Isola che non c’è e sulla versione dark dei bimbi sperduti, scagnozzi di un Peter Pan che non vediamo, ma la cui presenza dall’influenza negativa si può ben palpare.

Insomma, questa seconda stagione si chiude con molti dubbi e con la sensazione che gli autori si siano decisamente lasciati andare, soprattutto in ‘ambito coerenza’.

Nonostante questo hanno ancora assicurata un’altra stagione per farci cambiare idea!

RASSEGNA PANORAMICA

Dalila Orefice
Studentessa di Arti e Scienze dello Spettacolo con una passione per Harry Potter che sfiora i limiti del patologico. Il sogno di una vita? Carta, penna e un buon film.
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