C’era una volta 2×14: recensione dall’episodio

Dovremmo sapere che, nelle favole, nulla è impossibile! Dopo aver toccato il fondo con l’ultimo, barboso e sconclusionato episodio, C’era una volta, riesce nell’incredibile impresa di riportarsi ai fasti della prima stagione, quando tutte le fiabe sembravano rigenerarsi volta per volta, uguali ma diverse a quelle che abbiamo imparato ad amare sin dalla più tenera età.

 

Manhattan, questo il titolo dell’episodio, ci riporta subito indietro all’inizio di questa seconda stagione quando, in una metropoli quanto mai distante dal mondo delle favole, un ragazzo riceve un misterioso messaggio:  ‘spezzata’.

Sapevamo che il messaggio non poteva che riferirsi alla maledizione, ma riuscivamo ad immaginare che relazione potesse esserci tra una fredda e modernissima città e Storybrooke?

Andando avanti, distratti soprattutto dallo scarso livello verso cui stava scendendo la serie, abbiamo finito per perdere la fiducia in un disegno preciso: fino a Manhattan, quella che accompagnava la visione dello show, era la sensazione di stare a guardare per inerzia qualcosa che stava, pian piano, tradendo tutte le regole della serialità: conflitti blandi e di facile scioglimento tra i personaggi, villain che diventano innocui davanti al Vero Amore, colpi di scena inesistenti e una protagonista che sembra essere diventata invisibile, assorbita dalle incombenze della facchina di turno.

once-upon-a-time-2x14-uncinoInsomma, per farla breve, ci chiedevamo dove fosse finita tutta l’inventiva della serie scorsa, e il sospetto che i creatori della serie si fossero ormai giocati tutte le carte, si faceva sempre più concreto… anzi, era diventato realtà. Ma, a dispetto di tutto ciò, ci ritroviamo a Manhattan e l’asso nella manica si fa vivo! Di chi era la manica nella quale era nascosto? Quella di Tremotino, naturalmente.

Ingaggiata dal Signor Gold affinché trovi suo figlio, Emma non ci mette molto a portare a termine la sua missione.. ma, il punto è, se avesse saputo cosa – o forse sarebbe il caso di dire chi – l’aspettava, avrebbe lottato di più per eludere l’accordo con l’Oscuro? Intanto, a Storybrooke, Regina e Cora, in assenza di Tremotino iniziano una pericolosa alleanza: quando il gatto non c’è.

C’era una volta torna ad avere un senso a poco più di metà stagione, pur non riuscendo a cancellare i brutti momenti della prima metà. Tuttavia, l’inscrizione di questo episodio nella struttura “a tasselli” tipica del serial, fa sperare che ci si avvii al final season con presupposti nettamente migliori di quelli iniziali.

RASSEGNA PANORAMICA

Dalila Orefice
Studentessa di Arti e Scienze dello Spettacolo con una passione per Harry Potter che sfiora i limiti del patologico. Il sogno di una vita? Carta, penna e un buon film.
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