Constantine 1×01 recensione dell’episodio con Matt Ryan

638

Il pilot di Constantine si inserisce nel palinsesto della NBC con il tentativo di creare una solida concorrenza ad altri network quali la Fox con Sleepy Hallow e la veterana Supernatural della CW portando sul piccolo schermo una riuscita trasposizione del fumetto dark del noto esorcista e maestro dell’occulto.

La puntata scritta da Daniel Cerone e David S. Goyer si apre con un breve prologo di John in un istituto mentale in cui cerca attraverso terapie quali l’elettroshock e con sedute di gruppo e individuali ad allontanare i suoi demoni (nel senso letterale del termine) ed i suoi rimorsi e colpe che il personaggio introduce con una buona dose di saccenza, manipolazione ed arroganza. Viene tratteggiato così un antieroe condannato ma che comunque accetterà la richiesta d’aiuto del suo amico che lo riporta al suo lavoro, salvare le persone che non conoscono l’altro volto di questo mondo.

Liv, “la fanciulla in pericolo”, altro non è che lo sguardo dello spettatore che vive ed immedesima l’emozione narrativa e l’ottima estetica della puntata. Infatti uno dei punti a favore dello show è proprio la regia di Neil Marshall (The DescentGame of Thrones: Blackwater e The Watchers on the Wall) che ha ben chiaro il mondo di confine che vuole rappresentare, ossia, un terreno in cui le entità demoniache e quelle celesti si manifestano agli occhi dell’esorcista e di cui egli è una pedina in uno schema più grande. In numerose sequenze sono presenti numerosi cliché visivi ma che nulla tolgono all’intrattenimento o alla suspense della storia che viene rappresentata con costanza in tutti i 45 minuti, riuscendo ad intrecciare azione e introduzione dei personaggi senza spiegare tutto ma quanto basta per conquistare lo spettatore fino al prossimo episodio.

Costantine-1x01-2
Difatti in questo ritmo serrato agli attori non viene lasciata che una breve introduzione che comunque sfruttano in funzione della storia ritagliandosi momenti particolari nell’incontro con John. Quest’ultimo viene rappresentato con misura dall’attore britannico, Matt Ryan, che non nasconde il suo funzionale accento (soprattutto negli esorcismi) e che riesce a convincere per gli atteggiamenti spavaldi da chi l’esperienza l’ha ottenuta sporcandosi le mani. Chi invece ha colpito per interesse è l’angelo “custode” Manny (Harold Perrineau) che attraverso la sua aura di misticismo può ampiamente contribuire alla storyline della stagione, e la spalla “immortale” Chas (Charles Halford) che si è già reso protagonista di un interessante episodio nella puntata. Convincenti sono stati anche l’amico tradito da John, Ritchie e Liv (Lucy Griffiths) con l’acquisizione del “terzo occhio”.

Un buon pilot che senza eccedere nei tempi, come accade a numerosi show al debutto, riesce ad imporre e inquadrare un determinato stile di regia che gioca con i registri dell’horror e con la suspense delle atmosfere dark dell’iconologia cristiana. Seppur la trama della storia sia classica riesce a far breccia nei dilemmi del protagonista e nelle sue peculiarità che indubbiamente possono costruire un’interessante stagione.