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Constantine 1×11 recensione dell’episodio con Matt Ryan

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Nell’undicesima puntata Constantine vediamo John andare a trovare il suo vecchio amico Ritchie, docente all’università, nel mentre un gruppo di studenti decidono di cimentarsi in un’insolita seduta spiritica egizia che gli permette di attraversare i piani.

Constantine 1x11-3A Whole World Out There è una puntata che gioca su diversi registri, narrativi e visivi, che permettono con un solo episodio di stabilire le matrici prettamente dark della serie NBC che fino ad oggi ha usato l’ambientazione solo come contesto per i personaggi ma che in questa puntata permette a John di diventare un tutt’uno con la storia.
L’episodio si struttura come al suo solito con il classico antefatto sul “nuovo caso” di John (Matt Ryan) che rievoca la gran parte delle caratteristiche del celebre Freddy Krueger della saga di Nightmare. Difatti Jacob Shaw (William Mapother) utilizza gli specchi (e di conseguenza l’immagine riflessa) per portare i ragazzi in un’altra dimensione in cui moriranno continuamente in preda a tremende e reali torture. Il caso assume un rilievo più importate proprio perché questa volta sia Chas che Zed “sono impegnati” altrove e quindi il demonologo dovrà affrontare l’oscurità che avanza solo grazie ai suggerimenti di Manny (Harold Perrineau), che come al suo solito, ci regala dei “costruttivi” dialoghi con John che permettono sia all’azione di prendere forma sia ai personaggi di esplorare il proprio ruolo.
Constantine 1x112La puntata diventa così un inesorabile corsa contro “il tempo” in cui si alternano i due amici che cercano di ricostruire il loro rapporto dopo gli eventi di Newcastle e risolvere il caso, mentre dall’altra parte troviamo tutta la vicenda dei ragazzi che viene contraddistinta da una forte suspense ed effetti visivamente accattivanti.
In questo  susseguirsi di eventi, piuttosto lineari, la storia si conclude in maniera prevedibile e riservando il colpo di scena proprio a Ritchie (Jeremy Davies), uno dei personaggi più forti in questa prima stagione di Constantine, che insieme alla figura di Anne Marie, ha molte più possibilità di ritorno nel mondo del demonologo.

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L’undicesima puntata di Constantine conferma l’ottima fattura di molte puntate di questa stagione: un’idea di regia ben precisa dimostrata dagli inevitabili dettami dell’ambientazione, dei personaggi solidi che rivoluzionano ed evolvono gli eventi del mondo di John ed infine dei sottili parallelismi che si ricorrono nella puntata per esaurirla in tutti suoi aspetti: così come Adam, Gary, Miranda e Lily nel proprio riflesso trovano il dolore nell’altra dimensione, così John non vedendo il proprio riflesso soffre per coloro che sono nell’altra dimensione (come dimostra l’immagine di Gary ad apertura e chiusura dell’episodio).

VOTO: 4.5/5 stelle

 
Stefania Buccinnà
Sono un appassionata di Cinema e Serie televisive americane, motivo per cui mi sono iscritta all'università e mi sono laureata in Saperi e Tecniche dello Spettacolo Digitale presso l'università La Sapienza in Roma dove ho conseguito anche un Master di Primo Livello in Montaggio Video e Audio. Amo costruire strutture per immagini e scrivo per piacere, pensando che le due cose sono molto simili ma con grammatiche diverse. In fondo per me, scrivere una frase è come mettere insieme una scena.
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