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Daredevil 1×03 recensione dell’episodio con Charlie Cox

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Daredevil 1x03 1 Altro giro, altra corsa e a onore della serie Netflix/Marvel, Daredevil, anche altra struttura. Al terzo episodio il prodotto televisivo che ha come protagonista l’uomo senza paura cambia ancora pelle e si trasforma, diventando sotto i nostri occhi un gioco a due, una mano di poker con rischiosissimi azzardi da una parte e dall’altra. L’uomo di cui non ci viene rivelato il nome (ma che in realtà i fan del fumetto conoscono bene) si mette sulle tracce di questi due avvocatucci in erba, Matt Murdock (Charlie Cox) e Foggy Nelson (Elden Henson); il loro essere ancora incensurati li rende perfetti per realizzare le operazioni di “pulizia” previste nel suo piano a lunga scadenza di conquista della città, così incarica il suo galoppino, James Wesley (Toby Leonard Moore), di assumerli per difendere un uomo accusato di omicidio. Intanto Karen (Deborah Ann Woll) cerca la verità e si rivolge al giornalista Ben Ulrich (Vondie Curtis-Hall), unico che sembra abbia voglia di ascoltarla.

Daredevil 1×03, dal titolo Rabbit in a Snowstorm, ci accompagna, in un crescendo di tensione e attesa, alla conoscenza del villain principale del film, un uomo del quale non possiamo pronunciare il nome, un uomo la cui sola ombra fa paura, un uomo ricco e potente, ma anche violento, che non teme di sporcarsi le mani.

Daredevil 1x03 2Vediamo per la prima volta Matt in tribunale, alle prese con un’arringa convincente, lo vediamo cattivo, serio, oscuro, lo vediamo anche furbo e attento alle mosse del “nemico”. Il Matthew che ci racconta la serie è un personaggio diffidente, con pochi amici, di poche parole, ma molto vigile, un uomo solitario che pur avendo bisogno d’aiuto e rendendosi conto che una persona sola non basta, è deciso a portare avanti il suo piano, la sua indagine, soprattutto quando riesce ad ottenere il nome che sta cercando.

Anche il giorno, a Hell’s Kitchen, è buoi, uggioso e nuvoloso, senza sole, e così anche gli interni, ombrosi, scarsamente illuminati, pieni di angoli bui dove chiunque può essere in agguato. La notte è parimenti buia, ma quasi di un nero confortante, perchè sappiamo che nella notte, in quel buio aranciato alla luce dei lampioni, si muove un “diavolo custode” che lotta per la salvezza della città.

Voto: 3,5/5 stelle

 
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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