A quanto pare il fatto che Dexter sia braccato dal più spietato boss della mafia ucraina, non è abbastanza rilevante. Certo ora Isaak Sirko è in galera, ma tutti sanno benissimo quanto questo sia inutile di fronte ad una organizzazione così potente e ramificata, e tanto che non sembra assolutamente un problema o un elemento degno di troppe chiarificazioni il fatto che Sirko riesca, pur dietro alle sbarre, a telefonare ai suoi scagnozzi da un cellulare per chiedere urgentemente una visita in carcere.

Non importa nemmeno troppo che Maria La Guerta, una delle donne più tenaci che la polizia di Miami abbia mai visto (forse uguagliata solo da Debra Morgan), sia sulle tracce del “vero” macellaio di Bay Harbor; convinta dell’innocenza del Sergente Doaks, che immaginiamo fosse più di un amico per lei, continua nella sua ricerca, segreta quanto scomoda per recuperare testimoni, indizi, o una qualsiasi traccia che porti al collezionista di vetrini, aiutata (per fortuna di Dexter) proprio dal tenente Morgan ancora insicura sulla strada da seguire. Tutta la sesta puntata è incentrata su Hannah Mc Kay.

Sul suo rapporto con Dexter e sulla scoperta, da parte di quest’ultimo, del suo passato. Dex è infatti sicuro della sua colpevolezza e grazie anche ad un giallista che segue il suo caso da anni, scopre altri scheletri nell’armadio di Hannah, che vanno a sommarsi a quelli disseppelliti proprio grazie al suo aiuto la puntata scorsa. La storia della sua vita dopo il riformatorio infatti sembra costellata di troppi incidenti nefasti, di troppe morti sospette e Dex non crede assolutamente alla sua redenzione. Ma basta un accenno di Debra alla storia con Lumen, che ci ha tenuti attaccati alla televisione nelle due precedenti stagioni, a farci capire quanto i possibili risvolti nel rapporto tra Dex e Hannah siano indefinibili. Il sospetto che non vedremo il suo corpo gettato in mare è sempre più forte, nonostante gli sceneggiatori provino fino all’ultimo a farci credere che sia così, salvo poi deviare repentinamente ed esageratamente su tutto un altro registro.

La varietà delle trame e dei personaggi ancora apparentemente slegate tra loro, alcuni sub plot che, se pur importanti, viaggiano troppo lentamente per risultare rilevanti (Quinn che per amore di una spogliarellista sottrae delle prove a carico di Sirko, e Batista che si è deciso ad andare in pensione anticipata innescando così i sensi di colpa di Deb per non averlo aiutato nel caso Anderson), e (di contro) l’estrema agilità con la quale un nodo contorto e doloroso come quello dei sentimenti di Dexter nei confronti di Hannah, fanno di questa puntata la meno convincente fino ad ora.