Downton Abbey 5×03 recensione dell’episodio con Michelle Dockery

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Benvenuto 1924: sono passati 10 anni dallo Scoppio dell Prima Guerra Mondiale e il mondo in cui Downton Abbey aveva fatto il suo debutto è praticamente svanito; la famiglia imperiale di Russia è stata spazzata via, il socialismo si è fatto avanti, la parola del maggiordomo conta di più di quella del Padrone di Casa e le figlie di quest’ultimo nascondono scandalosi segreti, ma il garbo con cui la serie affronta i piccoli e grandi cambiamenti portati dal vento della storia è rimasto immutato.

Dopo aver realizzato il suo proposito di dormire con Tony Gillingham, Mary si rende conto di non essere affatto sicura dei suoi sentimenti verso il Lord né del fatto che possa essere l’uomo giusto per lei: Matthew è morto e sepolto e lo show è riuscito a riprendersi perfettamente dalla sua dipartita, ma la chimica fra la primogenita dei Crawley e il suo affascinante spasimante non è neanche lontanamente vicina a quella col compianto personaggio di Dan Stevens; per ragioni di puro dramma e mera narrazione, era inoltre prevedibile che il piano di Tony fosse ancora ben lontano dal potersi realizzare; Mary rivendica comunque senza incertezze il diritto di scegliere da sola e vivere liberamente la sua vita, anche se questo significa spezzare le vecchie convenzioni sociali che la nonna Violet vorrebbe a tutti i costi salvaguardate e rispettate.

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Questa settimana, la Contessa Vedova è la protagonista di una storia personale tanto intrigante quanto irresistibile, che ha dimostrato come anche lei abbia un passato: l’affascinante gentiluomo che contro ogni convenzione le regalò un ventaglio tanti anni prima è un aristocratico russo, esule dal suo Paese dopo il trionfo di una Rivoluzione che fa capolino grazie soprattutto all’interessamento di Tom Branson, riavvicinato alle memorie del suo passato intemperante dalla maestrina Miss Bunting; scritta per essere una libera pensatrice e persona d’ispirazione, la ragazza cerca però di avere l’ultima parola su tutto finendo per risultare piuttosto irritante.

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Avere Carson alla guida del comitato per la creazione di un memoriale per i caduti ha senza dubbio significato una rivoluzione nelle gerarchie a Downton Abbey, ma quando Carson si rifiuta di inserire il nome del nipote disertore di Mrs Patmore fra i soldati uccisi è ancora una volta chiaro come il Maggiordomo sia conservatore e tradizionalista tanto quanto Lord Grantham: a quest’ultimo va la palma per le battute più sgradevoli e inopportune della puntata, rivolte senza accortezza nei confronti di Cora e Edith.

Povera, povera Edith: sembra che non ci sia fine alla quantità di disgrazie che Julian Fellowes ama rovesciare su di lei; tutti in famiglia sono troppo distratti da sé stessi, o troppo sicuri che lei possa essere inutile e di peso a tutte le persone che le sono vicine per vedere il suo dolore. Esasperati tanto quanto i sostenitori, persino quelli che non hanno in simpatia il suo personaggio sperano che anche per la sorella mezzana sia possibile un Happy Ending.downton-10--a

RASSEGNA PANORAMICA

Alessia Carmicino
Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .
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