Dracula 1×08 recensione dell’episodio con Jonathan Rhys Meyers

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Come to Die, così titola l’ottavo episodio di Dracula, serie dedicata allo storico vampiro in cui, tuttavia, il nome di Vlad Tepes sembrava essere un impronunciabile tabù. Abbiamo dovuto attendere ben otto episodi prima che l’ovvio si palesasse agli occhi del secolare Ordine del Drago, prima che il nome del conte potesse riecheggiare nei salotti della società segreta.

La caccia al vampiro entra nel vivo: per la prima volta l’Ordine si trova faccia a faccia con ciò che i propri membri ritenevano essere leggenda, quel Dracula (Jonathan Rhys Meyers) da loro stessi generato e che ora ritorna in qualità di nemico giurato. È Lady Jane Wheterby (Victoria Smurfit) a dare un nome alla minaccia ignota, raccogliendo, nel corso delle proprie indagini, un unico indizio che si rivela essere frutto d’ulteriore preoccupazione: neppure la luce del giorno potrà tenerli al riparo da colui che, solo fra i suoi simili, può camminare sotto i raggi del sole.

Ignaro degli ultimi sviluppi, Alexander Grayson (Jonhatan Rhys Meyers), schiavo dei sentimenti che lo spingono verso Mina (Jessica De Gouw), è deciso a sciogliere gli indugi, affrontando finalmente l’annoso dilemma: fare sua la donna oppure lasciarla andare per sempre. A compimento di un passo decisivo, Grayson non si farà scrupoli ad usare Jonathan Harker (Oliver Jackson-Cohen), spingendolo ad uccidere Lord Davenport (Robert Bathurst), colpevole di aver ordinato ai propri uomini di sfigurare la donna amata dal Conte, ritenuto responsabile del suicidio del figlio. In seconda battuta, si rivela un’inconsapevole alleata di Grayson nel processo di allontanamento dei futuri sposi, Lucy Westenra (Katie McGrath) che, nel tentativo di sedurre Harker, insinuerà nel suo cuore l’ombra del dubbio, informandolo sulle continue visite di Mina alla residenza di Carfax.

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Infine, non viene tralasciata la guerra contro l’Ordo Draco, portata avanti dal duo Renfield (Nonso Anozie)\Van Helsing (Thomas Kretschmann), salito in cattedra in sostituzione del vampiro, impossibilitato ad occuparsene perché oramai accecato dall’amore e dall’odio.

Per la prima volta, in questo ottavo episodio, si assiste uno spostamento degli equilibri all’interno della serie. Si raggiunge, finalmente, un punto di rottura necessario nell’economia del plot, capace di suscitare nello spettatore un leggero interesse per gli eventi a venire. Tuttavia, l’enorme fase introduttiva estesa nei primi sette episodi, non hanno fatto certamente bene ad una neonata creatura che, proprio in questa prima stagione, avrebbe dovuto tenere alto qualità ed interesse al fine di strappare un rinnovo per la stagione a venire.