Fargo 1×01 recensione dell’episodio con Martin Freeman

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    Fargo

    Lester Nygaard è un piccolo assicuratore di una cittadina del Minnesota costretto in un matrimonio mortificante, sminuito costantemente da parenti e sbeffeggiato dai concittadini che dopo l’ennesima umiliazione che lo porta in ospedale, inizia un assurda conversazione con il misterioso Lorne Malvo, il quale lo sprona a reagire e si offre come mezzo per portare a termine la propria vendetta.

    Fargo-1x01Il primo episodio di Fargo, della durata di 70 minuti, riesce a mostrarci tutti i passaggi cruciali della storia tratta dalla celebre pellicola dei fratelli Coen, qui nelle vesti di produttori esecutivi, che intelligentemente hanno preso solamente l’ambientazione, le premesse e l’immancabile humor nero per reimpostare le vicende dei personaggi in maniera tale da non “ripetere” il racconto.
    Nei primi minuti di The Crocodile’s Dilemma notiamo la crescente umiliazione del personaggio di Lester, costretto in una realtà monotona e ripetitiva in cui la soddisfazione e la gratificazione sono qualcosa di irraggiungibile e che grazie all’incontro con Lorne riesce a cambiare il punto di vista sulla sua vita e scatenare così una serie di reazioni a catena che dalla metà dell’episodio in poi acquisteranno in ritmo, coinvolgimento e narrazione e che ci porteranno ad un crescendo di domande e curiosità.
    Ma la sceneggiatura di Noah Hawley, non si occupa esclusivamente di far crescere la latente e pericolosa tensione di Lester, essa è caratterizzata anche da una sottile vena umoristica che è il collante perfetto tra le varie situazioni tragicomiche che coinvolgono l’assicuratore nonché da un preciso stile di regia che Adam Bernstein riesce ad esprimere, attraverso campi medi e campi a due, una certa staticità e monotonia evidenziata anche da alcune dissolvenze che chiudono i raccordi narrativi.
    Fargo-1x01-2Su carta gli attori promettevano grandi aspettative che nell’episodio vengono confermate ampiamente. Primo su tutti il caro”John Watson” Martin Freeman, che riesce ad usare la sua perfetta mimica e i grandi tempi comici per rendere goffo e pericoloso il suo personaggio, lo segue Billy Bob Thornton, che con la sua presenza “pacifica” e lo sguardo sgranato riuscirà ad incutere timore e ambiguità. Brava anche Allison Tolman nei panni di un vice sceriffo che ha la giusta impazienza di dimostrare molte cose, soprattutto a se stessa.

    L’episodio pilota di Fargo si dimostra essere un perfetto prologo per quello che gli sceneggiatori hanno in mente, riesce a trascinarci in un vortice sempre più stretto e serrato incentrato esclusivamente sulle emozioni e gli scopi dei protagonisti frutto di un sistema che li ha resi “violenti”. Un episodio che è riuscito perfettamente a rovesciare la struttura narrativa, diventando sorprendente e inaspettata e che conferma l’eccellente attenzione nel riadattamento per il piccolo schermo.