Fargo 2×04 recensione dell’episodio con Jean Smart

A Fargo la situazione precipita. Floyd (Jean Smart), incontratasi insieme ai figli, con il clan rivale, decide qual è la sua posizione in merito alla proposta di Kansas City, mentre Hanzee (Zahn McClarnon) intraprende un particolare e personale viaggio alla ricerca di Rye Gerhardt (Kieran Culkin). Intanto, Lou (Patrick Wilson) si divide tra le visite da medico per la povera Betsy (Cristin Milioti) e le indagini, che prendono una piega inaspettata e lo portano a casa di Ed (Jesse Plemons) e Peggy Blomquist (Kirsten Dunst).

 

Michael Uppendahl mantiene la vignettature dell’episodio, pur riducendola rispetto al lavoro da lui stesso realizzato nell’episodio precedente, e per Fargo 2×04 ci accompagna all’interno del mondo silenzioso di Hanzee, che ha il volto impassibile e letale di Zahn McClarnon. Con lui spiccano in questo episodio Patrick Wilson che dimostra di saperci fare anche con le sfumature pù delicate del suo personaggio, quelle relative alla complessa situazione domestica, e la monumentale Jean Smart, che con sguardo glaciale si prende carico dei problemi della famiglia e li affronta con estrema lucidità e chiarezza. Come tutt le donne in posizione di comando in quel tipo di situazione, la sua Floyd dimostra di avere ben chiaro il quadro e di riuscire a decidere per il meglio, anche quando si tratta di risoluzioni dolorose.

Fargo 2x04 2Mentre le indagini proseguono abbastanza spedite, seppure inconsapevolmente vicine alla verità, Ed e Peggy cercano di andare avanti, ma la loro complicità di coppia, ormai appesa soltanto all’enorme segreto che li lega, rischia di scricchiolare nel momento in cui i due si pestano i piedi a vicenda e non si rendono davvero conto della loro situazione.

La forza dell’episodio, che sembra estendersi su tutta la stagione e che rimane un forte riferimento a quella precedente, è senza dubbio il senso di sacralità diffuso, coadiuvato dall’ultilizzo della colonna sonora e dalla cadenza della regia che accompagna con movimenti lenti ed eleganti anche le più turpi vicende.

La struttura della sceneggiatura, che comunque sembra prediligere i silenzi agli scambi repentini di battute, si basa ancora su lunghi dialoghi, aneddoti, racconti, affidati a voci atone e in molti casi terribili.

A quasi metà stagione, sembra che già tutti i nodi siano venuti al pettine, sembra quindi normale, dovuto, aspettarsi qualcosa di eccezionale per il prissimo episodio di midseason.

RASSEGNA PANORAMICA

Sommario

A quasi metà stagione, sembra che già tutti i nodi siano venuti al pettine, sembra quindi normale, dovuto, aspettarsi qualcosa di eccezionale per il prissimo episodio di midseason.
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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