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Game of Thrones 4×03 recensione dell’episodio con Emilia Clarke

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Game of Thrones 4X03 1 Il regno piange il suo re. Dopo i tragici eventi che si sono consumati durante il matrimonio reale, il Primo Cavaliere Lord Tywin cerca di rimettere insieme i pezzi di un delitto che non ha ancora un colpevole mentre lentamente qualcosa sembra profilarsi all’orizzonte, qualcosa di nuovo per la giovane Sansa Stark, qualcosa di pericoloso per l’amato Tyrion Lannister, qualcosa che invece ci incuriosisce per Oberyn Martell. A nord invece i Bruti, insieme ai violenti Thenn, attaccano le popolazioni che vivono nelle terre a nord di Grande Inverno; in assenza di un lord che possa difenderli, questi uomini sono completamente indifesi e trovano una speranza solo nei Guardiani della Notte, che però a loro volta hanno delle cose di cui occuparsi problemi. Il vuoto di potere lasciato dal Vecchio Orso sembra portare in carica Bowen Marsh, che notoriamente non nutre simpatia per il nostro Jon Snow. Intanto anche il giovane Sam Tarly ha le sue preoccupazioni: la bruta Gilly è al Castello Nero, unica donna in mezzo a 100 uomini, Sam non può confessarle ciò che prova (cosa che immaginiamo tutti ormai), ma allo stesso tempo non si sente sicuro a lasciarla indifesa e sola in un castello pieno di uomini. Deve prendere una decisione per lei. Arya e il Mastino sono sulla strada per la valle di Arryn, ma il loro percorso sarà un po’ turbolento, con grande disappunto della giovane Stark. Un inedito Jamie Lannister cercherà di consolare una ovviamente inconsolabile Cersei, che piange la morte del suo primogenito; il capo della guardia reale vuole davvero consolare la donna (sorella gemella e amante) ma non riesce, nella tragica situazione, a mettere da parte il suo desiderio e la sua passione troppo a lungo repressa per la sorella.

CDall’altra parte del mare Daenerys Targaryen è arrivata alle porte di Meereen: ilsuo intento è quello di liberare gli schiavi della città, e diventare anche loro madre, per debellare finalmente la schiavitù dalla baia degli schiavisti.

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Breaker of Chains è il titolo di questo fiacco terzo episodio di Game of Thrones, che ci mette giustamente di fronte ad un episodio di assestamento. Il ritmo è fiacco e, a differenza delle puntate delle passate stagioni, abbiamo capito che questa stagione presenta una struttura a climax (almeno per questi tre primi appuntamenti) e che l’evento clou viene relegato agli ultimi minuti, ma questa volta, pur non aspettandoci una conclusione soddisfacente come quella della puntata precedente, la scelta degli showrunner è stata quella di concludere con una specie di cliffhanger che non ci soddisfa appieno, anche se ci consegna un buon trait d’union per il prossimo appuntamento.

L’episodio Game of Thrones 4X03 ci consegna un regno nel caos che aspetta solo qualcuno abbastanza forte da prendersi quella maledetta sedia di ferro, ma a quanto pare toccherà al piccolo Tommen sedersi al posto del fratello sullo scomodo scanno, e qualcosa ci dice che il giovane Baratheon (leggi Lannister), sia più propenso del defunto Joffrey a farsi ‘consigliare’.

 
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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