Game of Thrones: Damon Lindelof si sfoga contro gli haters

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Con l’avvicinarsi della seconda stagione di The Leftovers, Damon Lindelof ha fatto una lunga chiacchierata su EW in merito alla sua creatura. Lindelof ha anche approfittato per fare una lunghissima dichiarazione, uno sfogo più che altro, contro gli Haters di Game of Thrones, che, ogni volta che accade qualcosa che a loro non piace, minacciano di non guardare più la serie. “Come un bambino di otto anni che litiga con un amico e dice ‘non siamo più amici'” ha detto Lindelof.

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damon lindelofLo sceneggiatore e produttore tv ha dichiarato di aver letto i primi libri, ma di aver smesso perché, quando nella prima stagione muore Ned Stark, provò invidia per chi si è goduto quel momento da ignaro. Adesso che le serie ha preso una strada completamente diversa, l’autore ha confermato che gli piace sempre di più farsi sorprendere da ciò che accade.

Sulla questione “tutti possono morire”, Lindelof ha dato un interessante saggio polemico: “Una delle cose che la gente adora di Game of Thrones è il fatto che può morire chiunque – ma non può morire Jon Snow, vero? Possono uccidere chiunque – ma non possono uccidere Tyrion, vero? E non si può uccidere Daenerys. Insomma, finchè non uccidono quei tre, tutto a posto. E così uno si chiede: “Pensavo amaste questa serie perché avevano ucciso Ned Stark, un personaggio che nessuno avrebbe ucciso!”

Infine, con una semplice metafora, il papà di Lost ha chiarito molto bene il rapporto che c’è tra alcuni di questi hater e la serie HBO: “È come quando ti scontri con qualcuno che ami: te ne vai via dalla stanza infuriato e dici “è finita”. E poi, un’ora dopo, ti stai scusando perché sei stato un idiota”.

A chi invece GoT non piacesse per nulla, è sempre valido l’invido a fare quello che meglio si crede con il proprio tempo!

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Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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