Se il primo episodio della seconda stagione di Game of Thrones ha semplicemente rodato i motori e fatto il punto della situazione, nel secondo episodio cominciamo a vedere le pedine che si muovono, gli schieramenti che prendono forma e le alleanze che tentano di nascere in un mondo governato ormai dal sospetto e dal tradimento. Quello che però sembra indiscutibile è che anche se Ned Stark è stato ucciso e quindi fuori dalla storia (e dalla serie) la sua presenza e il suo nome aleggiano ancora su tutti i personaggi, come guida per i giusti e spettro per gli ingiusti, unica pietra di paragone con cui un uomo onorevole possa misurarsi.

L’attuale occupante del trono di spade si rivela essere un ragazzino folle che da la caccia  tutti i bastardi di Robert Baratheon, mentre al suo fianco una lotta di leoni imperversa: da una parte la Regina Cersei, dall’altra Tyrion il Folletto, Cavaliere del Re. I due rampolli Lannister si sfidano usando le loro lingue come fossero spade, toccando nervi scoperti e raccontandoci molto del loro rapporto e dei reciproci rancori. Intanto l’ombra del tradimento si abbatte anche su Theon Greyjoy che tornato alle Isole di Ferro dopo nove anni cerca di mostrare la propria fedeltà al padre, un uomo duro che però ‘prende’ quello che vuole non accetta le ‘offerte’ di un Lord della casata degli Stark. A proposito di Stark, la piccola Arya in viaggio verso nord, viene smascherata dal furbo Gendry, bastardo del defunto re Robert. Intanto per rimpolpare l’esiguo esercito di Stannis, Lord Davos si allea con Salladhor Saan, pirata che va a caccia d’oro e, pare, abbia una segreta brama nei confronti della bella Cersei. Al nord, oltre la Barriera Jon Snow è sempre fermo nella casa di Craster insieme ai suoi compagni d’armi, insieme a i quali cerca di capire che fine facciano i nati maschi dalle unioni incestuose del padrone di casa con le sue innumerevoli mogli/figlie. Pochissimo spazio dedicato in questo secondo episodio a Daenerys e nessun accenno a Robb Stark, entrambi tra le giovani forze che ambiscono a regnare sui Sette Regni.

Ancora una volta questa straordinaria serie procede su binari paralleli portando avanti un incredibile fascio di storie personaggi e informazioni che promettono prima o poi di incrociarsi e di regalare grande emozione. In questo episodio soprattutto emergono alcuni tratti dei personaggi che abbiamo già conosciuto, oltre a tre caratteri interessantissimi che abbiamo conosciuto da pochissimo. Jon Snow si conferma un ligio Guardiano, riflessivo e introverso, ma pronto ad agire, che dimostra forza e acume, facendosi le domande giuste e cercando però le risposte nel modo sbagliato. I fratelli Lannister, privati di Jamie ancora prigioniero di Robb, mettono a nudo accuse e rancori, terribili sospetti e atroci recriminazioni, tutte sotto-trame che si potevano già intuire ma che qui emergono con prepotenza. Veniamo ora ai tre personaggi nuovi che incontriamo in questo secondo episodio: prima di tutto parliamo di Melisandre, la sacerdotessa rossa del culto del Dio della Luce, prima sostenitrice di Stannis che già avevamo visto nel primo episodio. La donna di incredibile fascino rivela subito le sue mire, conferma il suo sostegno al suo re e mette in tavola le sue carte, sotto alcuni aspetti molto persuasive. Un po’ di luce viene fatta anche sui misteriosi Greyjoy, fino ad ora solo un nome e un solo membro della famiglia si erano visti e sentiti. Ora Theon si ricongiunge con il padre, Balon, uomo duro e estremamente severo, che prova repulsione per il figlio divenuto un ‘figlio’ degli Stark. Con lui c’è Yara (Asha nel romanzo) Greyjoy, sorella maggiore e a detta del padre grande condottiera di uomini e navi.

Come già nella prima stagione,la serie presenta lentamente le sue perdine, le dispone con cura e aspetta il momento buono per cominciare a muoverle. Ora siamo ancora in fase di sistemazione del terreno di gioco e tra schieramenti, eserciti e chi si muove nell’ombra (Varys e Lord Ditocorto Beylish), sappiamo con certezza che il meglio deve ancora venire.