Gotham 1×03 recensione dell’episodio con Jada Pinkett Smith

    381

    Gotham 1x03In Gotham 1×03 (The Baloonman, in onda lunedì notte negli Usa sulla rete Fox) Gordon (Ben McKenzie) e Bullock (Donal Logue) indagano sulla bizzarra morte di Randall Denzer, un finanziere corrotto molto conosciuto in città. Ad ucciderlo un misterioso ‘uomo dei palloncini’, celato da una maschera da maiale. I due detective proveranno a dargli un volto e capire cosa lo spinge a uccidere.

    Dopo un pilot intrigante e una seconda puntata piacevole arriva un terzo episodio lento, noioso e senza scossoni di alcun tipo nella trama. Le vicende, già da tre puntate, sembrano seguire un copione fisso: crimine, indagine, incursione in casa Wayne, incursione in casa Gordon. Gli unici momenti vivaci sono una digressione temporale durante l’indagine e le scene che riguardano Copplebot (Robin Lord Taylor). Probabilmente si tratta di una puntata transitoria in attesa che la storia decolli. Stesso discorso per i personaggi, acerbi o troppo esagerati nelle caratteristiche: come Gordon, il futuro family man in perenne lotta contro la Gomorra-Gotham, lo stereotipato Bullock, nel suo ruolo da poliziotto corrotto, oppure Bruce e Selina, ancora ai margini della storia. Sono interessanti, neanche a dirlo, i cattivi: Gotham 1x03 2Fish Mooney (Jada Pinkett Smith) con il suo fascino velenoso e magnetico porta a chiedersi da dove viene e cosa ha in mente. Oswald con la sua stramba vivacità al servizio del crimine si fa apprezzare nella sua lucida follia. Da lui sprazzi di brillante estro in una storia finora quasi piatta. Con l’abile interpretazione di Robin Lord Taylor, rappresenta al meglio la goffaggine e le stranezze tipiche del futuro Pinguino.

    In attesa di un quarto episodio che incolli allo schermo e renda troppo precipitosa ogni perplessità, si segnala una nota positiva: anche in questo episodio (nel secondo era stata la madre di Oswald) compare un personaggio marginale strano e grottesco che sembra uscito da un film di Tim Burton (tra l’altro regista dei primi due film di Batman). Un richiamo al fantasy decisamente indovinato in un telefilm ispirato a un fumetto e che rimanda alla cupa Gotham che conosciamo e che invece, almeno in questo episodio, si mostra di giorno e con un bel cielo azzurro.