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Siamo arrivati alla fine di un breve ma intenso percorso. Da Aprile sono passati già tre mesi ed ora è tempo di tirare, per davvero, le somme di questa serie. Hannibal quindi con Savoureux, ci saluta in punta di piedi, senza un reale colpo di scena finale, ma con la consapevolezza che molto probabilmente uno dei protagonisti ha scoperto la vera identità del dottor Lecter. Questo finale di stagione quindi, anche se risulta curato nella sceneggiatura e nell’interpretazioni di tutto il cast, non ha regalato emozioni. Savoureux infatti è un episodio freddo, senz’anima, che ha illustrato una perversa e sconcertante discesa negli Inferi del nostro amato profiler Will.

hannibal serie tv posterProprio lui sarà al centro della vicenda. Incriminato da Jack per essere il presunto assassino di Abigail e il famigerato imitatore, Will inizia un lungo viaggio tra gli abissi della sua memoria, per poter venire a capo di questo mistero. Mentre Hannibal, con una disinvoltura incredibile, istiga Jack ad accusare ed internare Will, la dottoressa Alana sembra essere l’unica a pensare razionalmente e credere fermamente che il suo amico/amante, non sia per nulla colpevole. Hannibal intanto è arrivato allo scopo finale del suo piano, e la consapevolezza di poter agire indisturbato, riempie il suo cuore di gioia. Ma la mente di Will gioca un ultimo scherzo: il profiler avrà davvero capito che Hannibal è la radice di tutti i mali?

Da quello che si evince da questa breve descrizione della trama, il season finale di Hannibal, ha acquistato una maggiore dove introspettiva dei personaggi tralasciando del tutto lo sviluppo della trama in se.  Questo però risulta essere un’arma a doppio taglio. Se da una parte la psicologia dei personaggi diventata il piatto forte dell’episodio, la vicenda di fondo risulta essere una pietanza scondita, senza alcun sapore e servita in un piatta malandato. Grazie però ad un bicchiere di buon vino, riusciamo a digerire questo finale di stagione piuttosto scialbo. Hannibal quindi dopo aver toccato il suo apice nelle scorse settimane, ha mollato la presa ritornando un po’ ai ritmi dei primi episodi.

Quindi chi si aspettava che Savoureux fosse un finale scoppiettante, denso di colpi di scena e che mozzasse il fiato, rimarrà deluso. Se però da una parte possiamo ritenerci piuttosto soddisfatti, dall’altra rimaniamo un con l’amaro in bocca.  Il finale di stagione, insieme al pilot, di solito devono essere i due episodi fondamentali per far breccia nel cuore dello spettatore. Se ormai siamo consapevoli che Hannibal è un prodotto elitario, quasi sprecato per un network generalista come la NBC e tutti i critici ne sono consapevoli, forse Bryan Fuller ha peccato un po’ di presunzione. Se possiamo passar sopra al fatto che in questa serie tv manca la vena comica e surreale tipica dello sceneggiatore, quello che viene meno è soprattutto una vicenda di fondo che sia fruibile a tutti.  Non capiremo mai quindi il perché Fuller abbia scelto questa via, ma speriamo che impari dai suoi errori e ci regali una seconda stagione degna del nome che porta.

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Nato e cresciuto in un piccolo centro vicino Napoli, Carlo fin da ragazzino, è rimasto sedotto dal mondo del cinema e dalle serie tv.  Lettore accanito di saghe fantasy (la sua preferita è Il Ciclo di Shannara), conosce a memoria le battute del film Marnie del grande Alfred Hitchcock; divoratore onnivoro di serie tv, è cresciuto tra la generazione di Beverly Hills e quella di Dawson's Creek anche se la sua serie tv preferita rimane Buffy. Adora tutto ciò che il regista JJ Abrams partorisce dalla sua mente, e vorrebbe essere il confidente di Steven Spielberg. Con una camera piena di gadget e DVD, Carlo si sente americano per adozione e coltiva il sogno di lavorare in una redazione giornalistica, ma soprattutto di  andar via dal piccolo centro dove vive per poter rincorrere il suo ormai più che ventennale sogno nel cassetto.