NBC: nuove strategie per essere competitivi

-

nbc logo

Lo stesso Direttore Bob Greenblatt non ha potuto fare a meno di notare le “delusioni” cui la NBC è dovuta andare incontro in quest’ultimo anno di programmazione. E in effetti, i flop non sono stati pochi – si pensi allo sfortunato Smash di Theresa Rebeck, produttore esecutivo Steven Spielberg (nientemeno), crollato dopo poche settimane di vita e relegato inevitabilmente al sabato sera. O al coraggioso The New Normal, la cui stessa nascita suscitò numerose polemiche per i contenuti, a detta di alcune associazioni, “dannosi per la morale e la cultura” americana (nota: la serie aveva come protagonista una felice coppia gay che sogna di avere un bambino).
Il famoso network riparte allora con un palinsesto che testimonia la sua ferrea volontà di rinnovamento, anzitutto cancellando quelle vecchie proposte che avevano faticato ad attecchire presso il grande pubblico. E l’accetta sembra colpire anzitutto il filone della comedy: oltre ai già citati Smash e The New Normal, cancellate dal prossimo palinsesto autunnale anche Whitney di Whitney Cummings, 1600 Pen (co-sceneggiato da Josh Gad e Jon Lovett), l’originale creazione di Alessandra Tanaka e Brian Gatewood, Animal practice e lo spassoso Up all night, di Emily Spivey ma anche i drama quali Deception e Do no harm.

Gli amanti del genere comedy saranno felici di apprendere la riconferma di Community e Parks & Recreation, nonché il lancio di 6 nuovi show – a partire dall’attesissima (e autobiografica) The Michael J. Fox Show, che segna il ritorno del celebre attore canadese sul grande schermo dopo anni di silenzio. Prodotta dalla Olive Bridge Entertainment e Sony Pictures Television, la serie è incentrata sulla storia di Mike, giornalista affetto dal morbo di Parkinson che lascia il lavoro per curarsi e dedicarsi alla famiglia. Cinque anni dopo, tornerà a lavorare per il suo vecchio capo Harris (interpretato da Wendell Pierce). Una bella soddisfazione per Fox, che proprio a causa dell’aggravarsi della sua malattia dovette lasciare nel 2000 il set di Spin City.

about-boy-serie-davis-walton-benjamin-stockhamA seguire, la produzione di Jasom Katims tratta dall’omonimo libro About a boy, dove David Walton interpreta il ricco e superficiale Will, che vive dei diritti di un unico successo musicale scritto tempo prima dal padre. Conosce Fiona (Minnie Driver) e suo figlio Marcus (Benjamin Stockham), nuovi vicini di casa, e per far colpo sulla giovane donna la aiuterà a crescere il ragazzino, pian piano cambiando il suo modo di vedere le cose. Chissà se Walton sarà all’altezza del ruolo che, nel film del 2002 diretto dai fratelli Weitz, fu dell’inglesissimo Hugh Grant.

Grandi aspettative anche per Sean saves the world, protagonista Sean Hayes nei panni di un uomo gay e divorziato, alle prese con i mille impegni di lavoro, la madre Lorna e la figlia Ellie (Samy Isler), che si trasferisce a tempo pieno da lui proprio quando l’arrivo di un nuovo capo lascerà ben poco spazio al tempo libero e ai suoi doveri paterni.

Il gusto del classico e l’attenzione per la famiglia vengono confermati dai plot di Welcome to the family e Family Guide, rispettivamente prodotti dalla Sony Pictures Television e dalla Aggregate Films. La prima ruota attorno al tema degli scontri culturali tra due famiglie, che hanno appena scoperto che i rispettivi pargoli Molly e Junior (Ella Rae Peck e Joseph Haro) sono in procinto di avere un figlio proprio alle soglie del college, mentre Family Guide riflette sul divorzio attraverso le vicende del ceco Mel (J.K. Simmons) e di Joyce, che dopo la separazione va incontro ad una seconda adolescenza e inizia a prendere in prestito i vestiti della figlia.

undeateable-chirs-d'elia-bianca-kajich

Ritorno per il Chris d’Elia di Whitney nella nuova comedy Undateable (letteralmente “infrequentabili”), che vanta lo stesso produttore di Scrubs Bill Lawrence (una garanzia, non c’è che dire). Protagonista lo scansafatiche Danny, che diventa coinquilino del timido e imbranato Justin (il comico Brent Morin), e si ritrova ad elargire tattiche di rimorchio facile all’imbarazzante e un po’ “sfigata” combriccola di amici che si porta a casa.

 

La NBC si rimbocca le maniche anche nelle drama series. Si pensi a The Blacklist, con James Spader nel ruolo di Raymond “Red” Reddington, ex-agente governativo e latitante più ricercato dall’FBI. Finché non sceglie di consegnarsi all’Intelligence americana offrendo di aiutarla a catturare un terrorista creduto morto. Unica condizione: al suo fianco ci dovrà essere solo la profiler Liz (la Megan Boone di “Law & Order”). Segue caccia al criminale costellata di situazioni complicate e misteri non risolti (primo tra i quali, Liz come sola “collega” possibile).

È un Jonathan Rys Meyers in versione inedita quello che vedremo in Dracula, rivisitazione provocatoria del genere vampiresco ambientata verso la fine del 19esimo secolo. Arrivato a Londra fingendosi un industriale americano illuminato, Dracula è interessato alla nuova tecnologia dell’energia elettrica, grazie alla quale anche la notte potrà essere illuminata. Ma il suo obbiettivo principale è un altro, ossia vendicarsi di chi lo maledisse secoli prima con l’immortalità.

Un occhio anche al medical drama, tanto caro al pubblico statunitense, la Nbc lo da con The Night Shift, che racconta le vicende di un gruppo di medici “notturni” al San Antonio Memorial Hospital.
Il dramma si unisce alla fantascienza con i poteri paranormali di la protagonista di Believe. Bo (Johnny Sequoyah), sin da piccola dotata di telecinesi e capace di prevedere il futuro, doni che molti vorrebbero sfruttare per proprio tornaconto ma che vengono protetti dai cosiddetti True Believers, i “veri credenti”.

Al nutrito elenco di dramas si aggiunge l’action thriller Crossbones con la partecipazione straordinaria di John MalKovich nel ruolo del pirata-governatore Barbanera, e il detective-drama Ironside, e il poliziesco “Chicago Fire” (prodotto dal Dick Wolf di “Law & Order”).

Crossbones

Non c’è dubbio, le misure anti-crisi adottate dal canale diretto da Greenblatt, con Presidente Jennifer Salke, sono drastiche. Ci si augura per loro che ad un tale sforzo e, soprattutto, ad un tale impegno economico, corrisponda un notevole miglioramento negli ascolti.

 
 
Ilaria Tabet
Laureata alla specialistica Dams di RomaTre in "Studi storici, critici e teorici sul cinema e gli audiovisivi", ho frequentato il Master di giornalismo della Fondazione Internazionale Lelio Basso. Successivamente, ho svolto uno stage presso la redazione del quotidiano "Il Riformista" (con il quale collaboro saltuariamente), nel settore cultura e spettacolo. Scrivere è la mia passione, oltre al cinema, mi interesso soprattutto di letteratura, teatro e musica, di cui scrivo anche attraverso il mio blog:  www.proveculturali.wordpress.com. Alcuni dei miei film preferiti: "Hollywood party", "Schindler's list", "Non ci resta che piangere", "Il Postino", "Cyrano de Bergerac", "Amadeus"...ma l'elenco potrebbe andare avanti ancora per molto!  
- Advertisment -

ALTRE STORIE

- Advertisment -
- Advertisment -