“Dove sono gli eroi?”. Chi, dal 2010, non ha potuto fare a meno di chiedersi che fine avessero fatto i personaggi della serie cult creata da Tim Kring (Providence e Crossing Jordan) troverà forse la risposta con Heroes Reborn. Rimanere nell’ipotetico è opportuno, considerando l’inserimento di un nuovo cast e di una storia in parte differente, seppur ambientata subito dopo gli eventi della quarta e ultima stagione del capitolo precedente. Il reboot, prodotto anch’esso da Universal Television, Imperative Entertainment e Tailwind Productions, andrà in onda dal 24 settembre negli Stati Uniti sulla NBC, con una premiere di due ore, ma immagini cupe e apocalittiche dei primi episodi sono state già trasmesse in filmati promozionali durante le Olimpiadi invernali di Soči del 2014, nel Super Bowl del 2015 e in un’anteprima durante il 40° Festival Internazionale di Toronto.

 

HeroesRebornLe vicissitudini degli evo o “umani evoluti” coinvolti nella lotta tra bene e male, saranno narrate sotto forma di capitoli, che si concentreranno di volta in volta su un personaggio specifico. Più puntate connesse tra loro, ma non necessariamente corrispondenti alle stagioni della serie, saranno raggruppate in volumi. La storia riprenderà dal punto in cui si concluse nel 2010, visto che il primo capitolo è intitolato come l’ultimo di Heroes, Brave New World, Un mondo nuovo, ed è incluso nel volume Awakening. Sarà proprio il risveglio nella città di Odessa, ancora sconvolta dall’attentato terroristico apparentemente provocato dagli evo, a caratterizzare l’inizio della nuova saga, che include personaggi che fanno di tutto per nascondere i loro superpoteri, come la giapponese Miko (Kiki Sukezane, ritenuta la vera rivelazione del sequel) e l’adolescente Tommy (Robbie Kay), e individui che danno loro la caccia, come Luke Collins, interpretato da Zachary Levi, e la moglie Joanne, Judith Shekoni. Ci sarà Quentin (Henry Zebrowski), che non crede nella versione ufficiale sulle cause dell’attentato, e che cercherà di contattare chi lavora per l’Impresa, società il cui scopo è identificare, e nel caso proteggere o eliminare, le persone con poteri speciali. Tra loro ritroveremo Noah Bennet, sempre impersonato da Jack Coleman (Dynasty), uno degli agenti con più esperienza nella caccia agli evo.

La voglia di riaccendere nuovamente la curiosità del pubblico per una serie sui supereroi deve fare i conti con alcune variabili da non trascurare. La prima è la proliferazione di prodotti simili che, ai tempi di Heroes, non era così massiccia da rischiare di far sprofondare molti di questi nel baratro del “già visto”. La seconda è il calo di gradimento che la serie aveva già subìto nel corso dell’ultima stagione quando, a detta dello stesso Kring, gli autori erano stati costretti a “produrre più episodi del necessario” per esigenze dell’emittente. La terza è l’accoglienza un po’ fredda già riservata a Heroes Reborn dalla critica americana che, nonostante il cambiamento nei ritmi – più veloci – e nei toni – più tetri – non è stata conquistata appieno da questo secondo atto.