Il quarto episodio di Homeland è incentrato sulle conseguenze della scoperta di Saul avvenuta a Beirut alla fine del secondo episodio. Finalmente vediamo quello che ci chiedevamo dalla stagione precedente: cosa accadrà quando Brody verrà scoperto?

Alla fine di “State of Independence” abbia visto come Carrie, giusto in tempo, abbia cambiato idea sul suicidio e come questa sua azione sia stata ripagata con la scoperta confidatale da Saul. Sapere di aver avuto sempre ragione sul sergente dei Marine Brody, le ridà fiducia in se stessa e una nuova forza, che le serviranno per ricominciare il suo lavoro alla CIA. Infatti, in questo episodio, dopo aver visto il video di Brody, Estes decide insieme a Saul di non arrestare il deputato, ma di controllare ogni suo movimento per scoprire il suo contatto con Nazir, e di reintegrare Carrie, mettendola nel gruppo di sorveglianza. Tuttavia, a capo dell’operazione non ci sarà lei, ma il giovane ed esperto analista Peter Quinn (Rupert Friend), col quale Carrie scambierà fin da subito velenose frecciatine.

Nel frattempo Jess caccia di casa Brody, perché non può più di vivere così senza sapere cosa lui le nasconde, e anche la figlia Dana non lo sostiene più come una volta. Proprio quando l’ex-marine si rende conto di essere ormai completamente solo, incontra Carrie a Langley. Sapere che è tornata operativa lo rende nervoso, così confida i suoi timori a Roya, che però gli suggerisce di stare calmo e riallacciare i rapporti con lei per avere un vantaggio. Questo è anche il piano di Peter, che voleva far sentire Brody minacciato dal ritorno di Carrie alla CIA per spingerlo ad incontrarsi col suo contatto. Tuttavia, sono molto le persone che incontra ogni giorno un deputato e non è facile per loro scoprire che si tratta della giornalista. Tornato all’hotel, Brody chiama Carrie e le chiede di vedersi con la scusa di fare pace. L’agente coglie al volo l’occasione e si reca da lui, ma quando il discorso si sposta sugli elettroshock subiti in ospedale, lei perde il controllo delle sue emozioni. Pensando di aver mandato a monte la sua copertura e disubbidendo agli ordini di Peter e Saul, cambierà tutte le carte in tavola.

Lateralmente si apre un’altra strada: Mike e Lauder, un altro ex-compagno d’armi, sono sempre più dubbiosi sullo strano atteggiamento di Brody e cominciano a sospettare che lui sia coinvolto sia con l’attentato al Vice Presidente che con la morte di Walker, ma non hanno ben chiaro il suo ruolo. Che forse lui lavori per la CIA?

Chissà come si svilupperanno tutte queste nuove premesse.