Homeland 2X03 – recensione

Il terzo episodio di Homeland è strutturato in modo da far sentire noi spettatori ancora una volta onniscienti e impotenti allo stesso tempo. Le azioni scaturite dalla scoperta di Saul alla fine dell’episodio 2×02 (ovvero il segreto ben nascosto dell’ex-marine Nicholas Brody) fanno solo da cornice a questo episodio, producendo in noi un’incontrollabile curiosità che verso i minuti finali si trasforma in ansia. Infatti, la suspense iniziale, prodotta dalla perquisizione di Saul all’aeroporto di Beirut da parte di un addetto alla sicurezza libanese, è presto messa da parte dalle vicende che riguardano i due protagonisti.

In vista di un debriefing a Langley per discutere i dettagli della missione a Beirut, Carrie è ormai totalmente assuefatta all’idea che tornerà a lavorare per la CIA. Presto scopre che Estes non è della stessa opinione e ciò le fa crollare addosso tutte le speranze coltivate; la grande delusione mina di nuovo e più vigorosamente la sua sanità mentale, fino a spingerla a tentare il suicidio ingerendo tutte le pillole rimastele. In questo preciso momento la sensazione d’impotenza dello spettatore tocca l’apice: “se solo lei sapesse cosa ha trovato Saul …”.

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In casa Brody è il giorno della serata di beneficienza organizzata da Jess, durante la quale l’ex-marine terrà un discorso rivolto ai veterani e alle loro famiglie. Il rapporto tra i coniugi, che sembrava migliorato dopo la rivelazione della nuova fede religiosa di Brody, è messo ancora alla prova dalle richieste di Abu Nazir. Roya, la giornalista che fa da collegamento tra il terrorista e il deputato, chiama quest’ultimo e lo incarica di andare a Gettysburg a prendere il sarto, che aveva costruito il suo giubbotto esplosivo, e di portarlo in un posto sicuro, poiché le informazioni trovate dalla CIA in casa di Abbas Ali potrebbero condurre a lui. Brody vorrebbe rifiutare perché ciò rischia di compromettere la sua copertura, ma, come è già accaduto, alla fine cede. Il compito si rivela da subito poco facile: prima Brody pensa di essere pedinato e poi buca una gomma in aperta campagna; dulcis in fundo, il sarto scappa, nascondendosi nel bosco, e viene ferito accidentalmente da Brody nel suo tentativo di riprenderlo. Mentre l’ex-marine cerca di medicarlo, l’improvvisa telefonata di Jess, che è in ansia per l’assenza del marito, cambia le sorti del sarto. Vediamo fino a che punto Brody può essere spietato e lucido quando rischia di essere scoperto, che si tratti della CIA o di sua moglie. E le sorprese non finiscono qui.

Con questo terzo episodio alcune carte sono state scoperte e altre sono pronte per esserlo. Adesso siamo tutti, più che mai, in trepida attesa per vedere cosa accadrà nel prossimo appuntamento con Homeland.

RASSEGNA PANORAMICA

Silvia Brancato
Silvia Brancato
Laureata al DASS dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza in "Stereoscopia: Cinema, Televisione e Teatro", consegue successivamente il Master Digital Audio/Video Editing presso La Sapienza con la speranza di diventare una montatrice cinematografica. Gran divoratrice di libri, appassionata di serie tv e frequentatrice assidua della sala cinematografica.
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