Homeland 3×02 – Recensione

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    Dopo il tradimento di Saul (Mandy Patinkin) in diretta tv, Carry (Claire Danes) prova a contattarlo per avere spiegazione. Il muro eretto da Saul la spinge a rivolgersi alla stampa, per difendere la sua reputazione e vendicarsi di ciò che le stanno facendo, ma Dar Adal (F. Murray Abraham), al corrente della sua decisione e col benestare di Saul, fa emettere per lei un ordine di ricovero psichiatrico. Quando Peter Quinn (Rupert Friend) scopre cosa è accaduto, va da Carry per aiutarla, ma l’agente non si fida di nessuno e all’udienza organizzata per prolungare o interrompere il suo ricovero le cose non vanno nel migliore dei modi.

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    Nel frattempo a Langley è arrivata la nuova analista richiesta studiare per i dati bancari del terrorista eliminato da Quinn. Non è poca la sorpresa quando alla porta principale si presenta Fara (Nazanin Boniadi), giovanissima ragazza con indosso un hijab, un foulard che copre la testa e rispetta la copertura minima per le donne musulmane. Nonostante la sorpresa, Saul e Fara riescono a fare dei passi avanti, rintracciando le banche in affari con i terroristi legati all’attentato di Langley. A casa Brody, Jessica (Morena Baccarin) e Dana (Morgan Saylor) ancora non riescono a parlare onestamente del tentato suicidio della ragazza, rendendo sempre più tesa l’atmosfera familiare.

    Con Uh…Oh…Ah arriva ciò che stavamo aspettando dal finale dell’anno scorso: l’episodio in grado di dare il via alla terza stagione di Homeland – Caccia alla Spia. Questo secondo appuntamento raccoglie le chiavi drammatiche necessarie a ricreare un buon intreccio narrativo, con la giusta suspense, prima del momento clou, il rientro di Brody (Damian Lewis). Le responsabilità di Saul verso la CIA, il dubbio etico di Quinn, i problemi mentali di Carry, e le incertezze di Dana sono gli elementi creati e orchestrati in maniera precisa e funzionale dalle mani omari esperte dello sceneggiatore/produttore esecutivo, Chip Johannessen, e dalla regista/produttrice co-esecutiva Lesli Linka Glatter. L’uso frequente della macchina a mano e la scelta d’inquadrature dal tono voyeuristico fanno eco alle sensazioni dei personaggi e alla situazione attuale in cui essi vivono. Danes, Patinkin, Friend, Baccarin, Saylor e la new-entry iraniana Boniadi (How I Met Your Mother) ci regalano delle interpretazioni molto intime e convincenti, rendendoci di nuovo partecipi della loro storia

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    Uh…Oh…Ah perde una piccolissima parte di ascolti rispetto alla première del 29 settembre. Il prossimo episodio, Tower of David, andrà in onda su Showtime Domenica 13 ottobre, mentre Fox trasmetterà i primi due episodi Lunedì 14 e il terzo il 21 ottobre.