Homeland 4×07 recensione dell’episodio con Claire Danes

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    Homeland 4

    Dopo il rapimento di Saul (Mandy Patinkin), diventato lo scudo umano di Haissam Haqqani (Numan Acar), il direttore della CIA Lockhart (Tracy Letts) vola subita a Islamabad per partecipare insieme a Carrie (Claire Danes) e Quinn (Rupert Friend) a un meeting con la delegazione dell’intelligence pakistana, composta tra gli altri dal generale in pensione Bunran ‘Bunny’ Latif (Art Malik), il luogotenente dell’ISI Aasar Khan (Raza Jaffrey) e l’agente Tasneem (Nimrat Kaur). Mettendo da parte la diplomazia e l’autorità dell’ambasciatrice Boyd (Laila Robins), Lockahrt accusa e minaccia apertamente il governo pakistano. Nel frattempo Dennis Boyd (Mark Moses) entra nell’appartamento di Carrie sostituendo le sue medicine con un altro farmaco procuratogli da Tasneem. Prima che Khan se ne vada, Carrie lo convince a mostrargli i nastri di sorveglianza dell’aeroporto in cui è stato rapito Saul, senza però trovare niente. La preoccupazione e la mancanza di sonno ora incidono sul serio sullo stato psico-fisico dell’agente, che comincia ad assumere troppe pillole. Decisa a scoprire la malattia di cui soffre Haqqani, Carrie si reca dalla ragazza di Aayan, Kiran (Shavani Seth), per poi ritrovarsi da sola e in preda ad allucinazioni per le strade di Islamabad, finché un volto familiare non la fa sentire di nuovo al sicuro.

    Homeland 4x07-2Quando sentivamo quasi del tutto rimarginate le nostre ferite, quando pensavamo di aver superato uno dei traumi peggiori che un fan possa subire, ecco che uno schiaffo fortissimo ci colpisce all’improvviso in pieno volto, ecco che lì davanti ai nostri occhi compare Nicholas Brody (Damian Lewis). Sebbene questa inaspettata apparizione (nemmeno la stampa ne sapeva nulla) avvenga alla fine di Redux, è impensabile non parlarne subito. Il fulvo e incasinato personaggio di Lewis ha indubbiamente lasciato un grande vuoto sia in Homeland sia nel cuore degli appassionati, ma riportarlo in scena dopo metà stagione, anche se sotto forma di allucinazione, non è stato un atto di carità, bensì una tortura. Tre minuti di angoscia (e di numerosi primi piani di Brody) in cui lo spettatore non poteva che sentirsi come Carrie: combattuto, desideroso di crederci, ma preoccupato delle conseguenze (per la serie tv) se fosse stato tutto vero. Carissimi Gansa e Gordon, non vi aspettate né un ‘grazie’ né un veloce perdono.

    Homeland 4x07-5Esclusa l’apparizione di Brody, il settimo episodio dello show non mostra difetti: completo e incisivo in ogni sua parte tanto da sembrare un episodio a se stante. Lo sceneggiatore Alexander Cary fornisce dell’ottimo materiale ai bravissimi attori dello show, in grado di regalarci performance sempre intense e convincenti, che si tratti di scene con dialoghi a tema socio-politico o pressoché mute; la Danes è perfetta, una corda tesa che emana vibrazioni in grado di scuotere tutto ciò che è intorno. Carl Franklin (House of Cards) non spreca nessuno di questi elementi e con inquadrature spesso strette, mosse o dalle angolazioni particolari contribuisce a rendere Redux un episodio indimenticabile.

    Il prossimo episodio, Halfway to a Donut, andrà in onda il 16 novembre su Showtime.