Homeland 4

 

Dopo il tentativo fallito di recuperare Saul (Mandy Patinkin) a Makeen, ricaduto poi nelle mani di Haqqani (Numan Acar), la CIA si trova costretta ad accettare l’accordo per la sua liberazione e a consegnare al capo terrorista 5 prigionieri talebani detenuti negli USA. Nel frattempo, con l’aiuto dell’ambasciatrice Boyd (Laila Robins), Carrie (Claire Danes) e il suo vice John Redmond (Michael O’Keefe) cercano di far confessare Dennis Boyd (Mark Moses) per capire chi è il suo collegamento all’ISI e lo scopo di questa collaborazione forzata, ma nemmeno la cella dell’ambasciata serve a farlo parlare. Insieme a Lockhart (Tracy Letts), si reca al punto d’incontro, dove si trova la controparte pakistana dell’ISI che regolerà lo scambio di prigionieri. Tuttavia, insospettita dal luogo troppo esposto, Carrie chiede spiegazioni a Khan (Raza Jaffrey), scoprendo che il tenente-colonnello è stato escluso dall’organizzazione dello scambio, gestito dall’agente Tasneem (Nimrat Kaur). Ormai il tempo è scaduto, il furgoncino con dentro Saul arriva, ma ad accompagnarlo c’è un bambino con indosso un giubbotto esplosivo e questo è solo il minore degli imprevisti che seguiranno qui e all’ambasciata.

homelandThere’s Something Else Going On, è l’ennesimo episodio-bomba di Homeland, questa volta sia in senso figurato che letterale. Grazie all’esperto e familiare sceneggiatore/produttore Patrick Harbinson (Person of Interest, 24), il nono appuntamento è un concentrato di suspense, azione e dramma, un racconto ben equilibrato nelle sue diverse parti, che si mescolano tra loro con un andamento placido nella prima metà e incalzante nella seconda, fino al climax drammaturgico seguito subito dai titoli di coda. Nella parte finale dell’episodio convergono tutte le tracce narrative della stagione e il gioco diventa a carte scoperte, capovolgendo da questo momento in poi la trama principale, che prelude a terribili eventi.

homeland 2Seith Mann (The Walking Dead, Californication), malleabile regista seriale alla seconda esperienza sul set di Homeland, inserisce all’interno di una regia fluida e familiare inquadrature in grado di dare senso all’intera sequenza, immagini che scavano nella sfera emotiva del personaggio o che congelano una determinata situazione, permettendo allo spettatore di assistere quasi senza filtri. Ancora una volta, se l’episodio raggiunge alti livelli di spettacolarità, confermati dall’audience (1.77 m), il merito è soprattutto di attori come Danes, Patinkin, Moses, Jaffrey e Kaur, che regalano performance sempre convincenti ed emozionanti.

Il prossimo episodio, 13 Hours in Islamabad, andrà in onda il 7 Dicembre, dopo una doppia pausa settimanale che ha messo in crisi gli spettatori più pazienti.