Hostages 1×10 recensione dell’episodio con Toni Collette

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    La decima puntata di Hostages mette in risalto tutti i problemi di sceneggiatura che sono stati introdotti a causa dell’evoluzione di alcuni personaggi e dell’inserimento di alcune vicende all’interno della storia. Viene aggiunta così una forte componente di scetticismo ad una thriller che pur avendo ottime premesse ha perso tutta la credibilità narrativa.

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    La sceneggiatura di Joshua Allen eredita il colpo di scena della scorsa puntata che permette di avere il quadro completo su tutta la serie riguardo i moventi e mandanti a capo di questa doppia cospirazione nei confronti del Presidente Kincaid (James Naughton). Ciò che crea danni allo show è la coppia Ellen (Toni Collette) Duncan (Dylan McDermott), nelle precedenti puntate abbiamo visto una sorta di armistizio tra i due che in questa puntata si è evoluta in un vero e proprio spalleggiamento. Nelle numerose scene che i due condividono, li vediamo concentrati a risolvere la situazione ribaltando così in nove puntate l’impostazione generale della serie e minando la credibilità del loro percorso nel ruolo di sequestratore e ostaggio. Difatti, ciò che esprime Brian (Tate Donovan) con notevole scetticismo altro non è che il parere dello spettatore; poiché nonostante Ellen sappia tutte le motivazioni del caso, questo non rende credibile la sua fiducia nei riguardi dell’agente del FBI che oltre ad aver minato il rapporto con sua sorella ha anche ucciso la sua più cara amica e Boyd, il fidanzato di Morgan. Da questo presupposto tutte le scene che verranno sviluppate inseguito mancano di credibilità; come dimostra l’indagine tenuta da Ellen.
    Ulteriori dubbi si aggiungono su ciò che accade nella Casa Bianca; la First Lady (Mary Elizabeth Mastrantonio) e sua sorella Vanessa (Joanne Kelly), discutono sulla morte del loro fratello, Peter. Mentre la prima esprime con logica i fatti la seconda è accecata da un senso di vendetta che a livelli narrativi non sostengono il complotto e il colpo di stato che insieme alla complicità del colonnello Blair (Brian White) vuole mettere in atto; i motivi personali non riescono a giustificare un atto così radicale. In questo scenario si aggiunge anche l’usuale colpo di scena, con il probabile tradimento di Sandrine (Sandrine Holt) nei confronti di Duncan a favore di Logan (Jim True-Frost), subentrato a Quentin (Jeremy Bobb) nella cospirazione.

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    Burden of truth conferma il deragliamento della serie; da un gioco a due che prevedeva alti ritmi narrativi si è passati a un doppio complotto nati da desideri di vendetta e obiettivi personali. Inoltre, i cambiamenti dei personaggi della serie risultano approssimativi e destano numerose perplessità sulla natura stessa del sequestro e dei loro mandanti, più volte cambiati e nuovamente rinnovati all’interno della serie. Lo show di Jerry Bruckheimer ha altre tre puntate per risollevare le proprie sorti, ma gli ascolti lo condannano così come la critica.