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House of Cards 3×03 recensione dell’episodio con Kevin Spacey

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Nella terza puntata di House of Cards viene messa da parte la politica interna, con l’annunciata riforma del lavoro, a favore della politica estera con l’arrivo della delegazione Russa che porta con sé la controversa e autoritaria figura del presidente Petrov.

House-of-Cards-3x03-3Chapter 29 è un’interessate opera di scrittura che romanza determinate vicissitudini tra Stati Uniti e Russia. Nei 50 minuti dell’episodio viene elaborato uno degli scenari geopolitici che da sempre ha affascinato il cinema e la televisione per i vari trascorsi storici che le due stato-nazioni hanno avuto in ambito della politica internazionale. Beau Willimon tratta “il conflitto” tra paesi in maniera estremamente intelligente e ponderata in cui vengono contestualizzate nella storyline temi e questioni contemporanee (le basi missilistiche nell’Europa dell’est, la questione medio orientale, gli interessi nazionali) per poter misurare l’ambizione e i margini del Presidente Underwood (Kevin Spacey).

House-of-Cards-3x03-4Il risultato è una puntata che comprime la tensione in due sole giornate, in cui tra una riunione nella stanza ovale, una cena ufficiale ed una conferenza stampa, si esaminano e si sviscerano le caratteristiche di tutti i protagonisti. Difatti è una sceneggiatura corposa quella che si mette in moto sin dai primi secondi in cui i dialoghi fanno da padrone in numerose scene che segnano inevitabilmente svolte per i personaggi. Per prima cosa notiamo come Frank deve tenere a bada la sua ferocia a favore della sua immagine, in seguito Claire riesce ad aggirare gli ostacoli in maniera diversa del Segretario di Stato (Jayne Atkinson), che soprattutto in diversi frangenti si dimostrerà un’insolita alleata per la First Lady (Robin Wright). E mentre Remy (Mahershala Ali) e Jackie (Molly Parker) pianificano in sordina le nuove alleanze politiche, dal di fuori Doug (Michael Kelly) intuisce gli scopi di Frank che agisce maldestramente per mano di Seth (Derek Cecil).
Ma chi spicca per interpretazione è Lars Mikkelsen (fratello di Mads noto per Hannibal) personificando un verosimile Vladimir Putin che per atteggiamento nonché per il sipario che ha con due delle Pussy Riot riesce a restituire un ritratto più o meno autorevole dell’attuale presidente Russo.

House-of-Cards-3x03La terza puntata di House Of Cards incanta per la sua scrittura, in grado di saper scindere e fondere realtà e finzione. C’è molta teatralità “di corte” come si evince nella scena della pre e post cena, ma anche tanta cronaca nel modo in cui i due presidenti “conducono” la loro politica. L’intelligenza è non pendere in eccessivi campanilismi patriottici, rimanendo in un confine di denuncia (come dimostrano le due attiviste russe) e contemporaneità che uno spettatore amante dello show certo non tralascia e che sottolinea anche la tendenza di alcune serie (come Homeland) che riescono a romanzare e da un certo punto di vista anche ad avvicinare alla politica internazionale.

VOTO: 5/5 stelle

Stefania Buccinnà
Sono un appassionata di Cinema e Serie televisive americane, motivo per cui mi sono iscritta all'università e mi sono laureata in Saperi e Tecniche dello Spettacolo Digitale presso l'università La Sapienza in Roma dove ho conseguito anche un Master di Primo Livello in Montaggio Video e Audio. Amo costruire strutture per immagini e scrivo per piacere, pensando che le due cose sono molto simili ma con grammatiche diverse. In fondo per me, scrivere una frase è come mettere insieme una scena.
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