Nella settima puntata di House of Cards continuano gli attriti politici sull’AmericanWorks e la Valle del Giordano, ma la vera guerra fredda è tra Frank e Claire, ormai più divisi che mai.

Chapter 33 esplora la coppia presidenziale dopo gli eventi di Mosca, nei silenzi delle stanze private Claire (Robin Wright) e Frank (Kevin Spacey) sono delusi l’uno dall’altra dalle aspettative che nutrivano reciprocamente. Se il presidente continua ad essere ferito dalle parole “Non avrei mai dovuto farti diventare presidente” Claire soffre le ripercussioni che queste hanno causato. Così in questo mese di riflessione ecco che viene elaborata una delle allegorie più forti della serie associata alla cultura buddhista, Il Mandala. Durante il lavoro certosino dei monaci, intenti ad elaborare una complessa opera atta ad esplorare il cosmo e l’individuo, si alternano le varie sequenze degli Underwood.

House of Cards 3x07La coppia sarà concentrata sui loro obiettivi personali, solo che questa volta agiranno in autonomia non consultandosi, così mentre Claire si tratterrà nel pronunciare determinate parole, Frank diventa più loquace con Thomas (Paul Sparks).
Le scene con lo scrittore sono quelle che risultano più narrative, poiché danno la possibilità alla sceneggiatura di approfondire l’inizio della storia tra Frank e Claire (già successo nella prima e seconda stagione) ribadendo le umili origini di lui e le aristocratiche di lei. E portando a riflettere sul ruolo di cosa significa essere una coppia “politica” con l’affascinante sequenza del Memorial Day e lasciando che la storia americana, ed in particolare dei Roosevelt, segni un’ulteriore riflessione di come il potere sia soprattutto “un lavoro di squadra”. Così dopo un mese di riflessioni, ombre e dubbi sui sentimenti che li legano tutto viene spazzato via, come il mandala, così da trarre forza dalle azioni violente subite e inflitte per rinascere e ripromettersi “amore eterno”.

House of Cards 3x07-3Il settimo episodio di House of Cards si prende una pausa dagli intrighi internazionali e nazionali – lasciando come didascalia l’ennesima parentesi su Doug (Michael Kelly) – per tornare a porre l’obiettivo sul fulcro della serie, il matrimonio di Frank e Claire. In questa stagione i due hanno avuto una notevole caratterizzazione che li ha allontanati dalle mere “contrattazioni” agendo molto spesso con la consapevolezza di raffigurare una morale diversa che è entrata più volte in contrasto con la propria indole e che perciò necessitava di essere calibrata. Seppur la sceneggiatura di Beau Willimon è caratterizzata da un atmosfera sospesa dalla storyline, è il montaggio di Lisa Bromwell che ha sottratto la tensione dall’episodio precedente (con l’anticipazione del matrimonio) che ha leso le sequenze più deboli (quelle con gli altri personaggi) ottenendo solo un risultato parziale rispetto al potenziale espresso per il resto della puntata.

VOTO: 3.5/5 stelle